Quali sono le migliori piattaforme di trading online?

Quali sono le migliori piattaforme di trading online?

Trading online: due parole che sono particolarmente utilizzate negli ultimi tempi, a causa del grande successo che la materia è riuscito a ottenere. Tuttavia, nonostante il successo del trading effettuato attraverso piattaforma, ci sono alcune considerazioni che devono essere necessariamente fatte al fine di realizzare un’azione di trading che sia quanto più possibile giusta e finalizzata al guadagno. A partire dalla piattaforme da utilizzare per realizzare trading online, fino alle caratteristiche della compravendita stessa, ecco tutto ciò che c’è da sapere in merito al trading da effettuare sul web, come si può cogliere anche da portali come tradingonline.me che hanno molte più informazioni in merito.

Le caratteristiche del trading online e i vantaggi

I vantaggi che possono portare a effettuare trading online sono molteplici e, allo stesso tempo, spingono molti utenti a tentare la strada di questa compravendita che può riguardare diversi settori. Grazie a mercati decentralizzati e molto dinamici, è possibile scambiare con successo di tutto, dalle materie prime alle criptovalute.

Un’altra caratteristica fondamentale del trading online è la possibilità di basarsi su mercati aperti 24 ore si 24, per cinque giorni a settimana e con il contatto che avviene con gli istituti finanziari di tutto il mondo. Grazie al supporto e alla presenza di piattaforme su cui basarsi per il trading online, si può fare a meno di utilizzare broker finanziari che richiedono commissioni per ogni transazione, attraverso un valido supporto che offra una formazione professionale specifica e anche un mezzo di comunicazione e interscambio molto valido che porti persone di tutto il mondo a rapportarsi tra di loro in modo rapido e dinamico.

Le migliori piattaforme da utilizzare per il trading online

Nonostante tutte le conoscenze di base che si possono avere in merito alla materia del trading online, è praticamente impossibile iniziare a realizzare compravendita di valute, azioni o altri titoli senza un supporto da parte di agenti economici che possano aiutare la propria azione. Nello specifico, dato il progressivo cambiamento nel mondo del trading, non c’è più bisogno di broker finanziari che si basino su pagamenti specifici o altre commissioni, ma ci si basa su piattaforme specifiche, che hanno il pregio di essere più libere da cavilli finanziari ma, allo stesso tempo, efficaci. Nello specifico:

  • eToro: è sicuramente la piattaforma di trading online più consigliata e tra le migliori presenti sul mercato; con un prezzo minimo di iscrizione pari a 200 euro, eToro offre grande flessibilità nel mercato di criptovalute, azioni, valute e titoli finanziari.
  • 24option: per coloro che si rapportano al mondo del trading da principianti, la piattaforma consigliata è senza dubbio 24option, a causa della possibilità di disporre di una serie di tutorial gratuiti che si affiancano alla flessibilità della piattaforma, dove tradare diventa un piacere.
  • TRADE.com: nonostante sia relativamente giovane, questa piattaforma offre una serie di possibilità di formazione e investimento che non possono essere sottovalutate, che si sia esperti del settore o dei principianti in materia.
  • Plus500: autorizzata e regolamentata da Cyprus Securities and Exchange Commission (Licenza N. 250/14), questa piattaforma riesce a offrire grande supporto nel mondo di trading online di valute, criptovalute, materie prime, indici e azioni.
Venus Project, che cos'è e come funziona

Che cos’è il Venus Project e come funzionerebbe?

L’idea che le macchine libereranno l’umanità non è nuova (ed è forse per questo che non è nuovo immaginare scenari distopici in cui le macchine diventino la nostra nemesi). La versione più recente è forse anche la più articolata: il Venus Project, ideato dall’architetto autodidatta e futurista Jacques Fresco: egli prevede la costruzione di nuove città intelligenti in tutto il mondo, basate sull’iper-ottimizzazione delle risorse e delle decisioni, adottando come asse un algoritmo cibernetico e confidando nella precisione della scienza per governare e far funzionare l’intero sistema.

Che cos’è il Venus Project?

Il Venus Project nasce dall’ondata di disincanto socioculturale di fronte al sistema dominante – promosso dal movimento Zeitgeist (con il suo popolare documentario) – e propone un sistema alternativo per nascondere il desiderio di riconnettersi alla natura con l’eredità del sapere scientifico nelle sue ultime espressioni. In teoria, il progetto Venus vuole sviluppare un’agro-cultura cibernetica e una democrazia automatizzata in cui le elezioni sono condotte dalla capacità di pensiero superiore delle macchine, assicurando che tutto sia dettato dalla maggiore intelligenza.

Sul sito web si può leggere: “Si può pensare a questo come a un sistema nervoso autonomo elettronico che si estende in tutte le aree del complesso sociale”. Uno degli appelli principali di questo progetto è quello di aumentare le energie alternative e la conservazione degli ecosistemi in modo infallibile (secondo la prospettiva). Fresco, la cui sede centrale si trova in Florida, chiama a “diventare cittadini del mondo” e incarnare la verità “che è là fuori”.

Le critiche al Project Venus

Ci sono state numerose critiche intorno a questo progetto, etichettato da alcuni come utopico o ingenuo nella sua “fede” nei poteri della scienza. In ogni caso, per ora rimane poco plausibile l’attuazione di un progetto di questo tipo, nella misura in cui la conoscenza scientifica non appare coerente e non è in grado di esaltare la natura (molti aspetti del nostro pianeta rimangono misteriosi e non è stata ancora scoperta la migliore alternativa ecologica o politica economica). All’interno del lavoro in corso che è la nostra società, rimane un po’ avventato invocare l’onnipotenza della scienza o un deus ex machina che possa salvarci dalla sofferenza e dall’incertezza esistenziale che caratterizzano la nostra vita.

Il paradiso tecnologico immaginato da Fresco potrebbe trasformarsi in un incubo totalitario come quello di Alphaville di Jean Luc Godard, in cui la tecnocrazia ha abolito emozioni come l’amore e forme d’arte come la poesia. In ogni caso, come pratica dell’immaginazione e come ulteriore opzione di ciò che possiamo creare, all’interno di una gamma quasi infinita di possibilità, il Venus Project è senza dubbio interessante: al suo interno la selezione della nostra cultura della tecnologia come percorso evolutivo diventa sempre più travolgente.

Investimenti Socialmente responsabili: convengono?

Cosa sono gli Investimenti socialmente responsabili

Parliamo oggi di un modo particolare di investire i propri soldi e parliamo di modo e non di strumenti di investimento perché si tratta di una filosofia in cui l’investimento realizzato vede prevalere valori etici e morali nell’investimento realizzato.

Il sistema capitalistico prevede troppo spesso la considerazione dell’interesse personale quale prevalente su tutto il resto e questa filosofia di capitalismo spinto porta al cinismo e talvolta anche a calpestare gli altri pur di ottenere vantaggi di carattere economico; questo lo vediamo nelle aziende che delocalizzano dall’Italia in altri Paesi fiscalmente convenienti, laddove anche il costo del lavoro è inferiore, senza preoccuparsi delle famiglie di connazionali, i propri lavoratori lasciati senza reddito, con problemi enormi da superare, le rate del mutuo, la vita quotidiana della famiglia, le esigenze legittime dei figli, tutto per aumentare la propria ricchezza.

Dalla filosofia degli investimenti socialmente responsabili nascono nuovi termini quali “finanza etica” e “finanza sostenibile” a cui si affianca anche il concetto di “Banca etica” che stanno ad indicare un modo di fare finanza con obiettivi di investimento diversi dal mero profitto personale.

Alcuni esempi di investimento “etico” sono quelli che vedono gli investitori evitare di impegnare i propri capitali su aziende del tabacco, dell’alcool, dei giochi d’azzardo, della produzione di alimenti OGM per dirottare, invece, i propri investimenti in attività contro il riscaldamento globale, a favore di produzione di energia da fonti rinnovabili e in aziende che aborrano lo sfruttamento dei lavoratori e perseguono, invece, il contrasto alle disuguaglianze sociali.

Questo tipo di investimenti è ancora limitato, negli Stati Uniti si stima che solo un dollaro su sei viene investito in prodotti finanziari socialmente responsabili, ma è in progresso.

Pro e contro degli investimenti socialmente responsabili

Non c’è dubbio che questo tipo di investimenti abbia insita anche una componente emotiva: le persone che sono socialmente impegnate, che sentono in se il valore della tutela dell’ambiente, della redistribuzione del reddito, di una maggiore omogeneità sociale, sentiranno più “proprio” l’investimento realizzato con strumenti di Finanza sostenibile e oltre alla soddisfazione di avere la consapevolezza di aver fatto qualcosa che ha un valore sociale, avrà anche il vantaggio economico derivante dall’investimento realizzato: dormirà certo sonni sereni, pienamente soddisfatto, economicamente e moralmente.

Il senso di “Robin Hood” alberga nell’animo di chi opera investimenti socialmente utili; in pratica attraverso il proprio investimento, la persona va a penalizzare le aziende che operano in maniera poco etica, premiando, invece, quelle ritenute Buone sotto questo aspetto. Nella maggior parte dei casi nella prima categoria vengono ricomprese grandi multinazionali che puntano al profitto puro a qualsiasi costo mentre con l’investimento etico si vanno a premiare Business mano potenti, “poveri” che pure consentono a chi investe buoni rendimenti. Un’indagine della Nielsen mette in luce una propensione dei ¾ dei Millennials a pagare anche di più per beni e servizi socialmente responsabili. Questo porta ad un incremento anche tendenziale di questo tipo di investimento.

Tra i contro di questo tipo di investimento ci sono i costi maggiori, per via della maggiore ricerca necessaria e tutti sappiamo come i costi siano  nemici dell’investimento, erodendo i rendimenti ma anche nella diversificazione ci sono problemi: è facile riuscire a diversificare in un mercato molto ampio, più complicato farlo in un mercato ristretto come è ancora quello cui ci riferiamo. Anche sulla soggettività della sostenibilità dell’investimento c’è da ragionare: se si considera un investimento in energia nucleare, laddove si può fare, ovviamente, difficilmente si può trovare qualcuno disposto a sposare l’0ipotesi che si tratti di un investimento socialmente responsabile per via dei rischi enormi cui ci si espone in ipotesi di incidenti ma certamente diventa un investimento positivo se si ragiona in alternativa all’utilizzo di combustibili fossili rispetto all’inquinamento atmosferico e alla riduzione del surriscaldamento globale.