Dopo il benvenuto del Presidente Roberto Formigoni, Carlo Petrini, Presidente di Slow Food, apre la seconda giornata degli Stati Generali Expo 2015: nel suo discorso, egli inizia fornendo alcuni precisi dati relativi alla malnutrizione nel mondo e agli sprechi alimentari che si verificano quotidianamente.
In seguito, esprime il proprio vivo augurio che l'Expo 2015 veda Milano come una grande agorà che raccolga persone provenienti da tutto il mondo con di costruire, a partire dal cibo, un nuovo umanesimo.
L'umanesimo auspicato da Carlo Petrini dovrebbe porre attenzione prima di tutto al principio del rispetto della sovranità alimentare che veda i singoli paesi liberi da imposizioni esterne; secondariamente, dovrebbe considerare fortemente la valorizzazione della diversità in termini di biodiversità e differenze culturali che ogni paese porta con sè. Questa tematiche anddranno in swguito rafforzate con la disponibilità alla fraternità e l'impegno a rifiutare lo spreco. In aggiunta, Petrini sprona la città ad essere orgogliosa della propria agricoltura di prossimità e gli organizzatori dell'Expo 2015 a lasciare in eredità, al posto di una grande opera architettonica come accade il più delle volte, il recupero dei parchi e delle cascine e la valorizzazione dei corsi d'acqua lombardi, sottolineando come sia a suo parere necessaria una riconciliazione con il proprio territorio.
Di seguito Paolo Massobrio, Presidente del Club di Papillon, auspica un recupero del senso del gusto e una valorizzazione del cibo di stagione; identifica poi, nella mancanza di spazi verdi nelle principali città una delle fondamentali cause della patologia dell'obesità che affronta il mondo occidentale.
Proseguendo, Massobrio sottolinea come sia irrinunciabile un'educazione alimentare sia sui bambini che sugli adulti; a conclusione del proprio discorso poi, si augura che l'Expo diventi un confronto di saperi e sapori che combatta l'omologazione e l'impoverimento.
Altrettanto numerosi gli interventi e le proposte presentate questa mattina durante la sessione dedicata al tema di Expo 2015 "Feeding the Planet, Energy for Life".
Francesco Salamini, Parco Tecnologico Padano, evidenzia il disequilibrio dell'agroeconomia italiana, che vede importazioni altissime e una perdita del patrimonio della Pianura Padana a favore dell'urbanizzazione.
Franco Bernabè illustra come sul sito di Telecom Italia sia disponibile un meter che misuri la sostenibilità individuale, con cui ciascuno può testare il proprio impatto sul pianeta.
Giulio Ballio, Rettore Politecnico di Milano, spiega il proprio sogno: un'Expo che venga ricordata perchè a servizio di tutti, primo passo per la costruzione di una rete planetaria di competenze e capitale umano.
Luca Doninelli, scrittore, si augura che l'Expo 2015 possa rimettere in moto l'enorme forza culturale di Milano, che sia ultima istanza nelle decisioni.
Luciano Gualzetti, vice direttore Caritas, vede Expo nell'ottica di una responsabilità di tutti verso ciascuno, vicino o lontano che sia.
Davide Corritore, vice presidente Consiglio Comunale di Milano, trova necessario non solo nutrire i paesi in difficoltà, ma trasferire loro anche le competenze e gli strumenti necessari a garantirsi la sopravvivenza.
Roberto Ruozi, presidente TCI, dà spazio al tema dell'accoglienza e dell'ospitalità che rafforzino nei cittadini il senso di appartenenza.
Carlo Cracco evidenzia la necessità del rispetto per la materia prima e del recupero della memoria storica della cucina.
Antonio Intiglietta, Sviluppo Sistema Fiera, sottolinea l'esigenza della formazione delle nuove generazioni dei paesi in via di sviluppo.
Emanuele Pinardi, rappresentante ONG, auspica che i temi dell'Expo vengano portati sul territorio affinchè la gente possa condividerli.
Angelo Zucchi, Commissione Agricoltura della Camera, vede l'Expo come possibile luogo di una vera rivoluzione culturale che metta in discussione i nostri stili di vita attuali.
Lino Stoppani, Presidente Federazione Italiana Pubblici Esercizi e EPAM, ritiene imprescindibile nell'Expo un confronto internazionale sul cibo che rimuova le ingiustizie sociali.
Claudia Sorlini, Preside Facolta Agraria, pone l'attenzione su come gli sprechi non si verifichino solo nei paesi ricchi ma anche nei paesi poveri a causa di una non accurata filiera della conservazione degli alimenti.
Andrea Poggio, presidente Fondazione Legambiente Innovazione si augura che l'Expo offra la possibilità di una partecipazione diretta che veda il coinvolgimento delle parti sociali.
Oriella Savoldi, CGIL Lombardia, ipotizza la costituzione di un'anagrafe dei lavoratori e delle imprese coinvolte in Expo 2015 al fine di garantire la trasparenza dei lavori.
Riccardo Sarfatti, COnsiglio Regione Lombardia, sostiene che, per riuscire, il progetto dell'Expo non possa e non debba avere nemici.
Davide Boni, assessore al Territorio e all'urbanistica Regione Lombardia, vede l'Expo come una scommessa della Lombardia fatta senza pregiudizi
Silvio Ferrari illustra un percorso composto da 12 tappe, una per ogni semestre che ci separa da Expo 2015, che porti ad un'armonizzazione dei valori.
Giorgio Montingelli, presidente Comitato Expo Unione, ipotizza la stesura di una guida turistica di Milano completa e approfondita per i visitatori che accorreranno per Expo.
Elio Catania delinea il bisogno di una rete di trasporti pubblica ed integrata che rispetti l'esigenza ambientale.
Walter Galbusera afferma che l'Expo debba dare risposte concrete ai paesi poveri costruendovi una nuova economia.
Manfredi Palmieri, presidente del Consiglio Comunale, sottolinea la responsabilità verso il coinvolgimento e l'informazione della cittadinanza e la necessità quindi di ideare altri momenti d'incontro come questi Stati Generali.
Michele Perini, presidente Fiera Milano, guarda all'Expo come a un processo che va costruito giorno dopo giorno, ed evidenzia la necessità di investire sull'aereoporto di Milano Malpensa.
caro PETRINI
, condivido il 92,5% di quello che hai detto su nutrire e alimentare ,ma credo che vada posta una particolare attenzione e con un gruppo di tecnici lo stiamo facendo ,al coinvolgimento tecnologico delle eccellenze italiane ,industriali della trasformazione dei prodotti agroalimentari ,dei centri di ricerca ,delle associazioni di categoria che hanno finalmente manifestato la loro disponibilita'...non possiamo dimenticarci che si dedica troppo poca attenzione da parte dell' ITALIA alla ristorazione collettiva(ospedali,scuole,fabbriche,universita,uffici...).
non a caso quasi tutte le societa' della grande distribuzione sono in mani straniere.
dobbiamo impegnarci ad invertire la tendenza attraverso nuovi processi tecnologico produttivi che salvaguardino la qualita' dei prodotti ,recuperino il gusto del cibo naturale,promuovano una dieta corretta.
vorremmo lavorare AL TUO FIANCO DA QUI ALL'EXPO 2015 PERCHE' NON POSSIAMO PERDERE COME PAESE UNA OCCASIONE IRRIPETIBILE!!!!!!!!!!!
ALESSANDRO MARCHESELLI
inviato da alessandro - 18/7/2009 17:06
Purtroppo, sottolineo purtroppo, la due giorni di dibattiti è terminata. Il presidente Formigoni ha ricordato infine di proseguire gli stati generali...on line.
Caro Presidente, non sarà la stessa cosa!
Brainstorming...tempesta cerebrale, idee che nascono, e si scontrano, e si sviluppano, e prendono mille direzioni, solo con l'eccitarsi di uno stato d'animo! Esattamente quello che è successo durante l'intervento di Petrini, non ditemi che a voi non è andata così! Ma quelle parole che pungevano ed eccitavano al tempo stesso, come avrebbero avuto lo stesso effetto dallo schermo (piatto) di un pc?? Impossibile ricreare stessa partecipazione e scontro creativo di idee/immagini/emozioni da un dialogo on line!
No, brainstorming è confronto, dibattito che fa sognare i cervelli di tutti coloro i quali assistono a ciò a cui abbiamo assistito oggi DAL VIVO!
Servono altri appuntamenti come quello appena passato, solo così le idee cavalcano le passioni...e superano ogni ostacolo!
Presidente, ci pensi....
inviato da massimiliano - 17/7/2009 17:55
ho seguito l'intervento di Petrini ed è stato entusiasmante come sempre sono i suoi interventi, così profondi e ricchi di umanità e speranza che l'uomo riesca sempre più a capire e a fare propria una nuova sensibilità, un nuovo rispetto verso gli altri o fraternità come lui l'ha definita (attuale oggi + che mai). Spero proprio che l'expo trovi i modi per riuscire a diffondere e comunicare (emozionando) questo nuovo umanesimo in tutto il mondo ed il concetto espresso ieri dall'Architetto Rota (diventare fan dell'expo) è semplice ma straordinariamente efficace. Lo sarà però solo se l'expo incarnerà grandi valori vicini alla gente che potranno condizionare il mercato in questa direzione
inviato da cinzia - 17/7/2009 15:49
Concordo pienamente con il pensiero del presidente di Sloow food,temo però che, il partito del cemento avrà il soppravvento. A mio avviso purtroppo avremo la solita opera all'italina: opere inultili alla collettività, ma utile invece agli speculatori. Spero di sbagliarmi...
inviato da Mauro - 17/7/2009 14:03
4 commenti per La diretta: Che cosa significa nutrire il pianeta?
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