Certificazioni ambientali importanti per la transizione ecologica
di Redazione
01/08/2022
Transizione ecologica (o energetica), Green Economy, economia circolare, Digital Economy: sono tanti i termini associati alla sostenibilità ambientale. Le aziende sono chiamate a partecipare a questa rivoluzione che, a fronte di investimenti in nuove tecnologie, può offrire una crescita economica. Per raggiungere questo traguardo, le aziende hanno a disposizione strumenti mirati: certificazioni ambientali importanti per la transizione ecologica.
Il tema centrale dei nostri tempi, per privati ed aziende, è lo sviluppo sostenibile, un termine che è stato definito nel 1987 dal Rapporto Brundtland. Si tratta di un modello che, mentre soddisfa le esigenze attuali, non compromette quelle delle generazioni future, anzi. In questo contesto, le politiche pubbliche sono tenute ad integrare obiettivi economici, ambientali e sociali.
Secondo il Recovery Plan dell’UE, occorre raggiungere la neutralità delle emissioni di CO2 entro il 2050 attraverso la Digital Economy.
Perché le certificazioni ambientali sono tanto importanti per le aziende?
Certificazioni ambientali: che cosa sono, a cosa servono
La transizione ecologica (per come la intende l’UE) si traduce in questi punti salienti: riduzione graduale dell’utilizzo di combustibili fossili, riqualificazione edilizia, aumento dell’efficienza energetica, sfruttamento di fonti rinnovabili, agricoltura sostenibile, rimboschimento, mobilità elettrica, riciclo, salvaguardia delle biodiversità.
In tale ambito, le certificazioni ambientali (su base volontaria, tranne per alcune realtà impattanti) rappresentano per organizzazioni ed aziende strumenti essenziali. Permettono alle imprese di essere riconosciute eco-friendly a livello globale in quanto servono a favorire il progressivo miglioramento delle performance ambientali di beni e servizi.
L’azienda decisa a certificarsi dovrà implementare un sistema di gestione ambientale (SGA) contenente procedimenti e strumenti per raggiungere il traguardo ecosostenibile, che verrà in seguito verificato da un ente accreditato. Lo stesso ente a cui si rivolge l’azienda dovrà verificare ogni anno il miglioramento delle performance eventualmente raggiunte dall’organizzazione certificata.
Le certificazioni ambientali importanti (di prodotto e di processo) hanno valore legale e si integrano facilmente con standard internazionali come ISO 9001, ISO 22000 e ISO 45001.
Quali sono le principali certificazioni ambientali per la transizione ecologica
Per rendere possibile la transizione ecologica, innanzitutto occorre effettuare una valutazione degli impatti e dei consumi. L’economia circolare richiede l’utilizzo di materiali a basso impatto, fonti rinnovabili, materie prime sostenibili. Allo scopo di ottimizzare la produzione bisogna investire in nuove tecnologie.
In che modo è possibile effettuare la valutazione di consumi ed impatti? Un’organizzazione può farlo grazie alle certificazioni ambientali di prodotto o di processo, in grado di attestare i miglioramenti in termini produttivi delle performance aziendali.
Ecco quali sono le più importanti certificazioni ambientali:
- ISO 14001;
- ISO 50001;
- Dichiarazione EMAS;
- Ecolabel;
- Carbon Foot Print e Water Foot Print (impronta ambientale);
- Life Cycle Assessment - LCA;
- Dichiarazione ambientale di prodotto.
- ISO 14021, contenente vincoli guida sui contenuti della Dichiarazione ambientale;
- ISO 14024, con criteri selettivi e modalità di esecuzione dell’Audit;
- ISO 14025, che riporta informazioni sul ciclo di vita prodotto LCA in base alla valutazione di enti indipendenti.
- Garanzia di conformità alle leggi vigenti e di rispetto dei requisiti associati alle norme ambientali;
- Miglioramento del monitoraggio e della gestione degli impatti, nonché dei fattori di rischio;
- Riduzione degli sprechi e dei costi di produzione, ottimizzazione delle risorse e dei processi operativi;
- Abbattimento del rischio incidenti/disastri ambientali e, di conseguenza, di sanzioni o dell’interruzione dell’attività;
- Semplificazione, velocizzazione e miglioramento dei processi di qualità;
- Innovazione tecnologica per il miglioramento graduale delle performance;
- Possibilità di ottenere incentivi statali ed agevolazioni fiscali;
- Miglioramento della reputazione dell’azienda, della sua competitività a livello globale;
- Accesso a nuovi mercati ed aumento del business.
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