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Trading automatico, la soluzione ideale in periodi di forte volatilità dei mercati

Il 2022, finanziariamente parlando, non passerà alla storia come uno dei migliori anni per i risparmiatori. Tutt’altro. Era da oltre mezzo secolo che non si assisteva ad uno storno contemporaneo di tutti i principali asset finanziari. Una situazione che ha generato nei trader sentimenti negativi, dove l’emotività, purtroppo, l’ha fatta da padrona.

È inutile negare, infatti, come la spiccata volatilità di quest’anno abbia fatto commettere scelte avventate, in particolar modo quando la china, come capitato negli ultimi mesi, è stata prevalentemente negativa. Eppure, in queste fasi così contrastanti esistono anche delle opportunità di guadagno, a patto che l’orizzonte temporale non sia di breve periodo.

Investire nel 2022: i giusti accorgimenti per sopravvivere alla tempesta presente nei mercati finanziari

E a differenza dell’ultimo decennio, dove i mercati hanno vissuto col vento in poppa grazie, in primis, alle politiche monetarie estremamente accomodanti delle banche centrali, oggi più che mai è necessario selezionare i titoli da acquistare con cura certosina. I fondamentali, in altre parole, stanno tornando nuovamente a farla da padrona.

Ed è necessario, quindi, aumentare le proprie competenze per evitare di commettere passi falsi, che in questa fase storica, ahinoi, sono sempre dietro all’angolo. La maggior parte dei risparmiatori, però, non dispone di una vasta serie di conoscenze che possano consentire loro di selezionare i “titoli vincenti”.

Ed anche i cosiddetti “guru” della finanza, complice l’elevata incertezza e gli scenari che cambiano repentinamente, non sono immuni da errori. Tutt’altro. La tecnologia, grazie alla possibilità di poter incrociare migliaia di dati simultaneamente, è in grado di offrire uno spaccato certamente più preciso, soprattutto se si avvale del fondamentale contributo dell’intelligenza artificiale.

Com’è nato Alfa Advisor, il software di trading automatico più rilevante nel panorama del trading online

In Italia, oltretutto, disponiamo di uno dei programmi fintech più sofisticati ed evoluti, che consentono a tutti i risparmiatori, anche quelli totalmente a digiuno di nozioni finanziarie, di poter investire i propri soldi eliminando un aspetto come quello summenzionato dell’emotività.

Ed è questo lo spirito col quale Giuseppe Eros Lana e Katia Grillo, nell’ormai lontano 2012, hanno deciso di fondare un’azienda, diventata oggi leader nel settore del trading, che consentisse a tutti i risparmiatori di poter investire in modo semplice, senza dover ricorrere ad un turnover di titoli non sempre foriero di profitti.

Ed oggi, grazie ad Alfa Advisor di Trading Millimetrico, questo loro desiderio è diventato realtà. Questo software, legato principalmente al mondo del Forex, consente di poter approcciare al trading online anche per piccole cifre (ad esempio, €. 1000,00) senza l’assillo di monitorare costantemente l’andamento della Borsa: ad effettuare le operazioni, in modo del tutto automatico, ci penserà Alfa Advisor.

Alfa Advisor: il giusto approccio al trading grazie a tre differenti profili finanziari

Al risparmiatore, in buona sostanza, spetta un’unica scelta, modificabile, oltretutto, durante l’utilizzo del software: il money management. Esso, in parole semplici, non è altro che il profilo finanziario col quale il risparmiatore intende operare nel mondo finanziario tramite Alfa Advisor. Ne sono previsti tre: conservativo; moderato; aggressivo.

Va da sé che la scelta di un profilo aggressivo, di norma, impone l’accettazione di oscillazioni piuttosto marcate nel breve periodo, cercando di ottenere un profitto maggiore in un’ottica di lungo periodo; viceversa, la scelta di un money management conservativo consentirà, con ogni probabilità, di sopportare minor volatilità nel breve periodo ed un profitto inferiore in un orizzonte di medio-lungo termine.

Se siete alle prime armi col trading, e magari trovate interessante questo particolare periodo storico considerate le forti oscillazioni avvenute, vi suggeriamo di iniziare con un settaggio prudente, quindi conservativo, per valutare qual è la vostra reazione in caso di andamento avverso dei mercati. E solo in un secondo momento, quando la luce in fondo al tunnel si inizierà a vedere, di approcciare a money management più aggressivi.

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Materie prime, la valenza dell’argento

In una fase in cui il prezzo delle materie prime sta crescendo significativamente, in molti si chiedono se sia opportuno vendere i propri beni preziosi per realizzare dei buoni guadagni. Una materia prima che ha fatto registrare un buon aumento di valore durante il 2021 spicca l’argento, un metallo nobile e prezioso che molti di noi posseggono tramite un gioiello, in grado di trasformarsi in preziosa liquidità all’occorrenza.

Ed un momento come questo può risultare estremamente propizio. Sul territorio nazionale, infatti, esistono svariati professionisti del settore da cui ottenere un’immediata valutazione del proprio bene prezioso argentato.

L’argento come “bene rifugio”

La valenza dell’argento, d’altro canto, è un dato di fatto ormai consolidato, considerato il largo utilizzo che se ne fa anche in ambito industriale e, al tempo stesso, nel mondo orafo. Una duttilità che ha consentito all’argento di poter mostrare la propria resilienza nel corso del tempo, risultando di grande supporto nei momenti di crisi o incertezza finanziaria.

Un altro “punto di forza” è la rarità, in quanto riscontra una certa difficoltà ad essere reperito rispetto ad altri metalli: è inevitabile, di conseguenza, che il suo valore si mantenga sempre apprezzabile, nonostante le inevitabili fasi di volatilità che, come qualsiasi altra materia prima o asset finanziario, deve sopportare.

In ambito finanziario, tuttavia, si consiglia di utilizzarlo come elemento diversificatore all’interno di un portafoglio ben strutturato, considerato che, nel breve periodo, è esposto ad una discreta volatilità. In alcune fasi storiche, oltretutto, la quotazione dell’argento è stata in antitesi rispetto a quello dei mercati azionari: quando quest’ultimi tendono a scendere, il valore dell’argento cresce.

Una testimonianza, in tal senso, la si è avuta nel corso del 2020, quando la pandemia ha inferto un duro colpo ai mercati finanziari: in quel periodo, il valore dell’argento si è apprezzato in modo significativo, dimostrandosi, al pari dell’oro, un ottimo “bene rifugio”. L’Argento poi, per quanto ovvio, è disponibile anche fisicamente, tramite l’acquisto di lingotti e di beni di valore impreziositi dalla presenza di questo nobilissimo metallo.

Il valore dell’argento nella credenza popolare

Il valore tangibile dell’argento è dimostrato anche dalle credenze popolari. Basti pensare, ad esempio, ai 25 anni di matrimonio, una ricorrenza ribattezzata col nome di “nozze d’argento”, un traguardo importante e significativo della vita di coppia. La potenza dall’argento è associata anche a presunti benefici terreni che, leggenda narra, sarebbe in grado di conferire.

Una credenza di lunga data, ancora oggi estremamente attuale. Tali vantaggi si possono ben evidenziare anche in alcuni detti popolari nati in un periodo storico lontano, ancora oggi utilizzati con una frequenza particolarmente elevata: “se vuoi il bene, spargi argento “oppure “è nato con un cucchiaio d’argento in bocca”, sono solo due delle tante perle di saggezze antiche che raffigurano l’argento in un’accezione particolarmente positiva.

Una serie di benefici che fanno sì che l’argento sia considerato un metallo “portafortuna”, utilizzato spesso in riti propiziatori riguardanti il benessere individuale o collettivo: l’utilizzo di questo metallo è considerato un rimedio per evitare di incorrere in qualsiasi evento negativo, tangibile (danni personali o alle persone care) o intangibili (malocchio, incantesimi d’amore, etc. etc.).

Nell’antichità, inoltre, l’argento veniva utilizzata finanche in ambito medico, una sorta di metallo “miracoloso” in grado di garantire guarigioni miracolose: posare un gioiello d’argento in una zona “malata” del corpo di un individuo poteva risultare propedeutico alla guarigione dello stesso. Bere un bicchiere d’argento, oltretutto, veniva prescritto ai pazienti per poter lenire i propri problemi fisici.

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I settori più colpiti dalla crisi causata dal Covid

Gli eventi degli ultimi anni relativi alla pandemia hanno un’atmosfera decisamente surreale. Sono stati del tutto imprevedibili e hanno di fatto colto di sorpresa tutti, nessuno escluso. Chi inizialmente pensava fosse un evento passeggero destinato a risolversi nel giro di qualche mese, si è ben presto dovuto ricredere, dopo aver constatato che ad una prima fase di lockdown ne sono seguite altre, capaci di prolungare una situazione instabile e renderla pressoché insostenibile per la maggior parte delle persone.

Ovviamente, oltre ai forti risvolti psicologici, ci sono state ricadute anche dal punto di vista economico per la maggior parte delle aziende e delle società sul territorio, ma anche per i liberi professionisti e i lavoratori dipendenti. Insomma, nessuno è rimasto illeso da questo catastrofico evento, anche se alcuni settori hanno subito il colpo in modo decisamente peggiore rispetto ad altri.

Con il lockdown infatti i dipendenti di molte aziende hanno dovuto lavorare in remoto dalle proprie abitazioni con non poche difficoltà iniziali dovute alla mancanza di un’organizzazione precisa in questo contesto. Una volta collaudata però questa nuova modalità di collaborazione sono molte le imprese che sono riuscite a lavorare con efficienza, spesso anche con costi inferiori per l’azienda e con un aumentato comfort per i dipendenti.

Il settore digitale inoltre è stato quello che meglio ha galleggiato in mezzo alla tempesta: il comparto che ha colto maggiori opportunità, anche nel mezzo della complessa pandemia vissuta, è stato senza dubbio l’e-commerce. Le persone si sono trovate di fatto costrette ad acquistare online, facendo di conseguenza aumentare esponenzialmente il fatturato di moltissimi e-stores.

Altre categorie però, non sono state così fortunate e hanno subito conseguenze catastrofiche dal punto di vista economico e lavorativo.

Chi è stato più colpito dalla pandemia?

La categoria che ha più risentito della situazione pandemica è stata sicuramente quella di tutti i commercianti a contatto col pubblico. Non potendo restare aperti hanno dovuto tenere le serrande abbassate per lunghi periodi di tempo, beneficiando di sussidi governativi spesso non sufficienti a sostenerli economicamente.

Si sono poi verificate alcune riaperture, ma sono state sporadiche e temporanee e a brevi sprazzi di semi-normalità sono seguiti nuovi periodi di chiusura forzata. Tra le attività più coinvolte ci sono ad esempio palestre, bar e ristoranti, che, accomunati dalla necessità di accogliere molte persone in ambienti chiusi, hanno dovuto trovare in molti casi soluzioni alternative per evitare una chiusura definitiva per mancanza di risorse economiche.

Le palestre sono ad esempio riuscite ad organizzarsi nel periodo più caldo effettuando delle lezioni all’aperto, rispettando ovviamente misure quali la distanza di sicurezza tra una persona e l’altra. Per quanto riguarda le attività ristorative invece la consegna a domicilio è diventata una vera e propria salvezza, che ha permesso a numerose attività di andare avanti in un periodo estremamente difficile.

Anche le più strategiche idee promozioni ristoranti hanno permesso di incentivare la clientela all’acquisto, grazie ad advertising, iniziative originali e politiche di sconti ben studiate. Tattiche promozionali che hanno intercettato non solamente nuovi clienti ma anche convinto la clientela abituale a ripresentarsi alle porte dei locali.

Molti imprenditori sono riusciti in questo modo a mantenere un fatturato più o meno costante, allargando addirittura in alcuni casi, il proprio giro di clientela e dimostrando ancora una volta quanto l’uso delle migliori strategie di marketing sia, oggi, essenziale.

In ogni caso, per le attività commerciali a contatto col pubblico è stato sicuramente un periodo molto difficile, che ha però insegnato a molti imprenditori come cavarsela in una situazione inattesa e complicata come quella appena passata.

Con una situazione pandemica che non si può considerare risolta, gli imprenditori delle categorie più a rischio dovranno in ogni caso mantenere un atteggiamento proattivo ed essere pronti ad affrontare con i giusti strumenti eventuali nuove sfide.

Quali sono le migliori piattaforme di trading online?

Quali sono le migliori piattaforme di trading online?

Trading online: due parole che sono particolarmente utilizzate negli ultimi tempi, a causa del grande successo che la materia è riuscito a ottenere. Tuttavia, nonostante il successo del trading effettuato attraverso piattaforma, ci sono alcune considerazioni che devono essere necessariamente fatte al fine di realizzare un’azione di trading che sia quanto più possibile giusta e finalizzata al guadagno. A partire dalla piattaforme da utilizzare per realizzare trading online, fino alle caratteristiche della compravendita stessa, ecco tutto ciò che c’è da sapere in merito al trading da effettuare sul web, come si può cogliere anche da portali come tradingonline.me che hanno molte più informazioni in merito.

Le caratteristiche del trading online e i vantaggi

I vantaggi che possono portare a effettuare trading online sono molteplici e, allo stesso tempo, spingono molti utenti a tentare la strada di questa compravendita che può riguardare diversi settori. Grazie a mercati decentralizzati e molto dinamici, è possibile scambiare con successo di tutto, dalle materie prime alle criptovalute.

Un’altra caratteristica fondamentale del trading online è la possibilità di basarsi su mercati aperti 24 ore si 24, per cinque giorni a settimana e con il contatto che avviene con gli istituti finanziari di tutto il mondo. Grazie al supporto e alla presenza di piattaforme su cui basarsi per il trading online, si può fare a meno di utilizzare broker finanziari che richiedono commissioni per ogni transazione, attraverso un valido supporto che offra una formazione professionale specifica e anche un mezzo di comunicazione e interscambio molto valido che porti persone di tutto il mondo a rapportarsi tra di loro in modo rapido e dinamico.

Le migliori piattaforme da utilizzare per il trading online

Nonostante tutte le conoscenze di base che si possono avere in merito alla materia del trading online, è praticamente impossibile iniziare a realizzare compravendita di valute, azioni o altri titoli senza un supporto da parte di agenti economici che possano aiutare la propria azione. Nello specifico, dato il progressivo cambiamento nel mondo del trading, non c’è più bisogno di broker finanziari che si basino su pagamenti specifici o altre commissioni, ma ci si basa su piattaforme specifiche, che hanno il pregio di essere più libere da cavilli finanziari ma, allo stesso tempo, efficaci. Nello specifico:

  • eToro: è sicuramente la piattaforma di trading online più consigliata e tra le migliori presenti sul mercato; con un prezzo minimo di iscrizione pari a 200 euro, eToro offre grande flessibilità nel mercato di criptovalute, azioni, valute e titoli finanziari.
  • 24option: per coloro che si rapportano al mondo del trading da principianti, la piattaforma consigliata è senza dubbio 24option, a causa della possibilità di disporre di una serie di tutorial gratuiti che si affiancano alla flessibilità della piattaforma, dove tradare diventa un piacere.
  • TRADE.com: nonostante sia relativamente giovane, questa piattaforma offre una serie di possibilità di formazione e investimento che non possono essere sottovalutate, che si sia esperti del settore o dei principianti in materia.
  • Plus500: autorizzata e regolamentata da Cyprus Securities and Exchange Commission (Licenza N. 250/14), questa piattaforma riesce a offrire grande supporto nel mondo di trading online di valute, criptovalute, materie prime, indici e azioni.
Venus Project, che cos'è e come funziona

Che cos’è il Venus Project e come funzionerebbe?

L’idea che le macchine libereranno l’umanità non è nuova (ed è forse per questo che non è nuovo immaginare scenari distopici in cui le macchine diventino la nostra nemesi). La versione più recente è forse anche la più articolata: il Venus Project, ideato dall’architetto autodidatta e futurista Jacques Fresco: egli prevede la costruzione di nuove città intelligenti in tutto il mondo, basate sull’iper-ottimizzazione delle risorse e delle decisioni, adottando come asse un algoritmo cibernetico e confidando nella precisione della scienza per governare e far funzionare l’intero sistema.

Che cos’è il Venus Project?

Il Venus Project nasce dall’ondata di disincanto socioculturale di fronte al sistema dominante – promosso dal movimento Zeitgeist (con il suo popolare documentario) – e propone un sistema alternativo per nascondere il desiderio di riconnettersi alla natura con l’eredità del sapere scientifico nelle sue ultime espressioni. In teoria, il progetto Venus vuole sviluppare un’agro-cultura cibernetica e una democrazia automatizzata in cui le elezioni sono condotte dalla capacità di pensiero superiore delle macchine, assicurando che tutto sia dettato dalla maggiore intelligenza.

Sul sito web si può leggere: “Si può pensare a questo come a un sistema nervoso autonomo elettronico che si estende in tutte le aree del complesso sociale”. Uno degli appelli principali di questo progetto è quello di aumentare le energie alternative e la conservazione degli ecosistemi in modo infallibile (secondo la prospettiva). Fresco, la cui sede centrale si trova in Florida, chiama a “diventare cittadini del mondo” e incarnare la verità “che è là fuori”.

Le critiche al Project Venus

Ci sono state numerose critiche intorno a questo progetto, etichettato da alcuni come utopico o ingenuo nella sua “fede” nei poteri della scienza. In ogni caso, per ora rimane poco plausibile l’attuazione di un progetto di questo tipo, nella misura in cui la conoscenza scientifica non appare coerente e non è in grado di esaltare la natura (molti aspetti del nostro pianeta rimangono misteriosi e non è stata ancora scoperta la migliore alternativa ecologica o politica economica). All’interno del lavoro in corso che è la nostra società, rimane un po’ avventato invocare l’onnipotenza della scienza o un deus ex machina che possa salvarci dalla sofferenza e dall’incertezza esistenziale che caratterizzano la nostra vita.

Il paradiso tecnologico immaginato da Fresco potrebbe trasformarsi in un incubo totalitario come quello di Alphaville di Jean Luc Godard, in cui la tecnocrazia ha abolito emozioni come l’amore e forme d’arte come la poesia. In ogni caso, come pratica dell’immaginazione e come ulteriore opzione di ciò che possiamo creare, all’interno di una gamma quasi infinita di possibilità, il Venus Project è senza dubbio interessante: al suo interno la selezione della nostra cultura della tecnologia come percorso evolutivo diventa sempre più travolgente.

Investimenti Socialmente responsabili: convengono?

Cosa sono gli Investimenti socialmente responsabili

Parliamo oggi di un modo particolare di investire i propri soldi e parliamo di modo e non di strumenti di investimento perché si tratta di una filosofia in cui l’investimento realizzato vede prevalere valori etici e morali nell’investimento realizzato.

Il sistema capitalistico prevede troppo spesso la considerazione dell’interesse personale quale prevalente su tutto il resto e questa filosofia di capitalismo spinto porta al cinismo e talvolta anche a calpestare gli altri pur di ottenere vantaggi di carattere economico; questo lo vediamo nelle aziende che delocalizzano dall’Italia in altri Paesi fiscalmente convenienti, laddove anche il costo del lavoro è inferiore, senza preoccuparsi delle famiglie di connazionali, i propri lavoratori lasciati senza reddito, con problemi enormi da superare, le rate del mutuo, la vita quotidiana della famiglia, le esigenze legittime dei figli, tutto per aumentare la propria ricchezza.

Dalla filosofia degli investimenti socialmente responsabili nascono nuovi termini quali “finanza etica” e “finanza sostenibile” a cui si affianca anche il concetto di “Banca etica” che stanno ad indicare un modo di fare finanza con obiettivi di investimento diversi dal mero profitto personale.

Alcuni esempi di investimento “etico” sono quelli che vedono gli investitori evitare di impegnare i propri capitali su aziende del tabacco, dell’alcool, dei giochi d’azzardo, della produzione di alimenti OGM per dirottare, invece, i propri investimenti in attività contro il riscaldamento globale, a favore di produzione di energia da fonti rinnovabili e in aziende che aborrano lo sfruttamento dei lavoratori e perseguono, invece, il contrasto alle disuguaglianze sociali.

Questo tipo di investimenti è ancora limitato, negli Stati Uniti si stima che solo un dollaro su sei viene investito in prodotti finanziari socialmente responsabili, ma è in progresso.

Pro e contro degli investimenti socialmente responsabili

Non c’è dubbio che questo tipo di investimenti abbia insita anche una componente emotiva: le persone che sono socialmente impegnate, che sentono in se il valore della tutela dell’ambiente, della redistribuzione del reddito, di una maggiore omogeneità sociale, sentiranno più “proprio” l’investimento realizzato con strumenti di Finanza sostenibile e oltre alla soddisfazione di avere la consapevolezza di aver fatto qualcosa che ha un valore sociale, avrà anche il vantaggio economico derivante dall’investimento realizzato: dormirà certo sonni sereni, pienamente soddisfatto, economicamente e moralmente.

Il senso di “Robin Hood” alberga nell’animo di chi opera investimenti socialmente utili; in pratica attraverso il proprio investimento, la persona va a penalizzare le aziende che operano in maniera poco etica, premiando, invece, quelle ritenute Buone sotto questo aspetto. Nella maggior parte dei casi nella prima categoria vengono ricomprese grandi multinazionali che puntano al profitto puro a qualsiasi costo mentre con l’investimento etico si vanno a premiare Business mano potenti, “poveri” che pure consentono a chi investe buoni rendimenti. Un’indagine della Nielsen mette in luce una propensione dei ¾ dei Millennials a pagare anche di più per beni e servizi socialmente responsabili. Questo porta ad un incremento anche tendenziale di questo tipo di investimento.

Tra i contro di questo tipo di investimento ci sono i costi maggiori, per via della maggiore ricerca necessaria e tutti sappiamo come i costi siano  nemici dell’investimento, erodendo i rendimenti ma anche nella diversificazione ci sono problemi: è facile riuscire a diversificare in un mercato molto ampio, più complicato farlo in un mercato ristretto come è ancora quello cui ci riferiamo. Anche sulla soggettività della sostenibilità dell’investimento c’è da ragionare: se si considera un investimento in energia nucleare, laddove si può fare, ovviamente, difficilmente si può trovare qualcuno disposto a sposare l’0ipotesi che si tratti di un investimento socialmente responsabile per via dei rischi enormi cui ci si espone in ipotesi di incidenti ma certamente diventa un investimento positivo se si ragiona in alternativa all’utilizzo di combustibili fossili rispetto all’inquinamento atmosferico e alla riduzione del surriscaldamento globale.