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Trading automatico, la soluzione ideale in periodi di forte volatilità dei mercati

Il 2022, finanziariamente parlando, non passerà alla storia come uno dei migliori anni per i risparmiatori. Tutt’altro. Era da oltre mezzo secolo che non si assisteva ad uno storno contemporaneo di tutti i principali asset finanziari. Una situazione che ha generato nei trader sentimenti negativi, dove l’emotività, purtroppo, l’ha fatta da padrona.

È inutile negare, infatti, come la spiccata volatilità di quest’anno abbia fatto commettere scelte avventate, in particolar modo quando la china, come capitato negli ultimi mesi, è stata prevalentemente negativa. Eppure, in queste fasi così contrastanti esistono anche delle opportunità di guadagno, a patto che l’orizzonte temporale non sia di breve periodo.

Investire nel 2022: i giusti accorgimenti per sopravvivere alla tempesta presente nei mercati finanziari

E a differenza dell’ultimo decennio, dove i mercati hanno vissuto col vento in poppa grazie, in primis, alle politiche monetarie estremamente accomodanti delle banche centrali, oggi più che mai è necessario selezionare i titoli da acquistare con cura certosina. I fondamentali, in altre parole, stanno tornando nuovamente a farla da padrona.

Ed è necessario, quindi, aumentare le proprie competenze per evitare di commettere passi falsi, che in questa fase storica, ahinoi, sono sempre dietro all’angolo. La maggior parte dei risparmiatori, però, non dispone di una vasta serie di conoscenze che possano consentire loro di selezionare i “titoli vincenti”.

Ed anche i cosiddetti “guru” della finanza, complice l’elevata incertezza e gli scenari che cambiano repentinamente, non sono immuni da errori. Tutt’altro. La tecnologia, grazie alla possibilità di poter incrociare migliaia di dati simultaneamente, è in grado di offrire uno spaccato certamente più preciso, soprattutto se si avvale del fondamentale contributo dell’intelligenza artificiale.

Com’è nato Alfa Advisor, il software di trading automatico più rilevante nel panorama del trading online

In Italia, oltretutto, disponiamo di uno dei programmi fintech più sofisticati ed evoluti, che consentono a tutti i risparmiatori, anche quelli totalmente a digiuno di nozioni finanziarie, di poter investire i propri soldi eliminando un aspetto come quello summenzionato dell’emotività.

Ed è questo lo spirito col quale Giuseppe Eros Lana e Katia Grillo, nell’ormai lontano 2012, hanno deciso di fondare un’azienda, diventata oggi leader nel settore del trading, che consentisse a tutti i risparmiatori di poter investire in modo semplice, senza dover ricorrere ad un turnover di titoli non sempre foriero di profitti.

Ed oggi, grazie ad Alfa Advisor di Trading Millimetrico, questo loro desiderio è diventato realtà. Questo software, legato principalmente al mondo del Forex, consente di poter approcciare al trading online anche per piccole cifre (ad esempio, €. 1000,00) senza l’assillo di monitorare costantemente l’andamento della Borsa: ad effettuare le operazioni, in modo del tutto automatico, ci penserà Alfa Advisor.

Alfa Advisor: il giusto approccio al trading grazie a tre differenti profili finanziari

Al risparmiatore, in buona sostanza, spetta un’unica scelta, modificabile, oltretutto, durante l’utilizzo del software: il money management. Esso, in parole semplici, non è altro che il profilo finanziario col quale il risparmiatore intende operare nel mondo finanziario tramite Alfa Advisor. Ne sono previsti tre: conservativo; moderato; aggressivo.

Va da sé che la scelta di un profilo aggressivo, di norma, impone l’accettazione di oscillazioni piuttosto marcate nel breve periodo, cercando di ottenere un profitto maggiore in un’ottica di lungo periodo; viceversa, la scelta di un money management conservativo consentirà, con ogni probabilità, di sopportare minor volatilità nel breve periodo ed un profitto inferiore in un orizzonte di medio-lungo termine.

Se siete alle prime armi col trading, e magari trovate interessante questo particolare periodo storico considerate le forti oscillazioni avvenute, vi suggeriamo di iniziare con un settaggio prudente, quindi conservativo, per valutare qual è la vostra reazione in caso di andamento avverso dei mercati. E solo in un secondo momento, quando la luce in fondo al tunnel si inizierà a vedere, di approcciare a money management più aggressivi.

capannone

Pavimenti industriali in calcestruzzo: tutto ciò che c’è da sapere

Quando si allestisce un capannone industriale o se ne restaura uno è molto importante scegliere la pavimentazione in maniera adeguata. Il suolo su cui gli operai andranno a lavorare, infatti, deve permettergli di farlo in sicurezza, riducendo gli infortuni al minimo, mantenendosi in condizioni adeguate sul lungo periodo. Le aziende e i fondi industriali tendono, spesso, a scegliere pavimentazioni in resina; ciò nonostante, anche il calcestruzzo si rivela una soluzione particolarmente efficiente.

Questa tipologia di pavimentazione viene scelta molto spesso negli ambienti industriali a causa della sua elevata rigidità e dell’alta resistenza nel tempo che la contraddistingue. Insomma, scegliere un pavimento industriale in calcestruzzo può essere una scelta ottima, ma occorre, come sempre, valutare tutte le possibili soluzioni che il mercato di riferimento ha da offrire, rapportandole con le proprie esigenze personali.

Sarà meglio, dunque, conoscere le caratteristiche tecniche del materiale ed ogni sua feature pratica, al fine di scoprire se, di fatto, il pavimento in calcestruzzo rappresenti la soluzione più congeniale per la propria impresa. In questa guida scopriremo tutto ciò che c’è da sapere riguardo il calcestruzzo, al fine di prendere in considerazione quest’alternativa più seriamente qualora dovesse soddisfare le proprie richieste.

Pavimenti industriali in calcestruzzo: di cosa tener conto

Quando si prova ad optare per un pavimento in calcestruzzo per la propria realtà industriale, è importante che, questo, si adatti in maniera adeguata agli ambienti e all’utilizzo che se ne farà. Un buon pavimento in calcestruzzo deve presentare uno spessore, al minimo, di dieci centimetri, permettendo una copertura di qualità ed una maggiore durevolezza nel tempo, ideali quando all’interno dello stabile si praticano lavori pesanti.

Bisognerà, poi, tener conto della percentuale corretta e della tipologia di materiali che, insieme, vanno a comporre la pavimentazione. I pavimenti industriali in calcestruzzo si compongono, infatti, di cemento, acqua, ghiaia e sabbia miscelati. La qualità delle materie prima definisce, automaticamente, quella del risultato finale. Per quanto riguarda la manutenzione, invece, un prodotto di qualità, chiaramente, richiede meno opere di cura ed una maggiore velocità di realizzazione di esse.

Data l’importanza della pavimentazione, sarebbe il caso di optare per realtà esperte di settore per la posa del calcestruzzo, magari utilizzando sistemi innovativi in grado di garantire un livello di planarità accurato e di compattare e livellare il materiale a regola d’arte. Ad esempio, BMB produce e commercializza pavimentazione in calcestruzzo Laser Screed, ottimo per le grandi industrie e, in grado di garantire una messa in posa del pavimento regolare, celere e di grandissima qualità.

Quando utilizzare il calcestruzzo nella propria azienda

Si cadrebbe in errore pensando che i pavimenti industriali in calcestruzzo siano utilizzabili soltanto nei settori a elevato sforzo lavorativo e dedicati alla produzione. Utilizzare questa soluzione in un contesto aziendale, all’interno di un edificio diverso da quello industriale, infatti, è possibile. Occorre sapere, però, che le pavimentazioni in calcestruzzo vedano il proprio utilizzo regolamentato da due norme specifiche: una relativa alle modalità di progettazione e costruzione e, l’altra, riguardante le caratteristiche tecniche.

La normativa vigente definisce i campi di applicazione dei pavimenti in calcestruzzo. Per questo motivo, bisogna sapere se la legge permette di inserire questo tipo di pavimentazione all’interno del contesto in cui intendete adoperarlo, che sia un’azienda, un parcheggio o un altro ambiente.

Occhio, dunque, alle condizioni che entrano in ballo quando si compie una scelta del genere. In ogni caso, rivolgendovi a realtà professionali non dovreste riscontrare problemi nella comprensione delle zone in cui, il calcestruzzo, sia adottabile come soluzione per un pavimento solido, durevole nel tempo e particolarmente rigido, ideale anche per essere messo sotto sforzo.

certificazioni ambientali

Certificazioni ambientali importanti per la transizione ecologica

Transizione ecologica (o energetica), Green Economy, economia circolare, Digital Economy: sono tanti i termini associati alla sostenibilità ambientale. Le aziende sono chiamate a partecipare a questa rivoluzione che, a fronte di investimenti in nuove tecnologie, può offrire una crescita economica. Per raggiungere questo traguardo, le aziende hanno a disposizione strumenti mirati: certificazioni ambientali importanti per la transizione ecologica.

Il tema centrale dei nostri tempi, per privati ed aziende, è lo sviluppo sostenibile, un termine che è stato definito nel 1987 dal Rapporto Brundtland. Si tratta di un modello che, mentre soddisfa le esigenze attuali, non compromette quelle delle generazioni future, anzi. In questo contesto, le politiche pubbliche sono tenute ad integrare obiettivi economici, ambientali e sociali.

Secondo il Recovery Plan dell’UE, occorre raggiungere la neutralità delle emissioni di CO2 entro il 2050 attraverso la Digital Economy.

Perché le certificazioni ambientali sono tanto importanti per le aziende?

Certificazioni ambientali: che cosa sono, a cosa servono

La transizione ecologica (per come la intende l’UE) si traduce in questi punti salienti: riduzione graduale dell’utilizzo di combustibili fossili, riqualificazione edilizia, aumento dell’efficienza energetica, sfruttamento di fonti rinnovabili, agricoltura sostenibile, rimboschimento, mobilità elettrica, riciclo, salvaguardia delle biodiversità.

In tale ambito, le certificazioni ambientali (su base volontaria, tranne per alcune realtà impattanti) rappresentano per organizzazioni ed aziende strumenti essenziali. Permettono alle imprese di essere riconosciute eco-friendly a livello globale in quanto servono a favorire il progressivo miglioramento delle performance ambientali di beni e servizi.

L’azienda decisa a certificarsi dovrà implementare un sistema di gestione ambientale (SGA) contenente procedimenti e strumenti per raggiungere il traguardo ecosostenibile, che verrà in seguito verificato da un ente accreditato. Lo stesso ente a cui si rivolge l’azienda dovrà verificare ogni anno il miglioramento delle performance eventualmente raggiunte dall’organizzazione certificata.

Le certificazioni ambientali importanti (di prodotto e di processo) hanno valore legale e si integrano facilmente con standard internazionali come ISO 9001, ISO 22000 e ISO 45001.

Quali sono le principali certificazioni ambientali per la transizione ecologica

Per rendere possibile la transizione ecologica, innanzitutto occorre effettuare una valutazione degli impatti e dei consumi. L’economia circolare richiede l’utilizzo di materiali a basso impatto, fonti rinnovabili, materie prime sostenibili. Allo scopo di ottimizzare la produzione bisogna investire in nuove tecnologie.

In che modo è possibile effettuare la valutazione di consumi ed impatti? Un’organizzazione può farlo grazie alle certificazioni ambientali di prodotto o di processo, in grado di attestare i miglioramenti in termini produttivi delle performance aziendali.

Ecco quali sono le più importanti certificazioni ambientali:

  • ISO 14001;
  • ISO 50001;
  • Dichiarazione EMAS;
  • Ecolabel;
  • Carbon Foot Print e Water Foot Print (impronta ambientale);
  • Life Cycle Assessment – LCA;
  • Dichiarazione ambientale di prodotto.

ISO 14001

Il sistema di gestione ambientale ISO 14001 (EMS-Environmental Management System) è lo standard di base per analizzare impatti e consumi di un’organizzazione. Include gli indicatori ambientali per la valutazione delle performance, l’auditing per la verifica della conformità ai requisiti ed il monitoraggio periodico dei progressi, misure di mitigazione per il controllo dell’impatto ambientale. Tiene conto dell’impatto dell’intero ciclo di vita di beni e servizi (dal reperimento delle materie prime allo smaltimento dei rifiuti). E’ uno strumento molto utile per migliorare le performance ambientali sul modello PDCA.

ISO 14001 è integrabile con altri sistemi di gestione come ISO 9001 o ISO 22000 e risulta fondamentale per la RSI (Responsabilità Sociale d’Impresa).

ISO 50001

Lo standard ISO 50001 è il Sistema di gestione energia: è un ottimo strumento per valutare l’impatto energetico ed il progressivo miglioramento delle performance ambientali.

Dichiarazione EMAS

La Dichiarazione EMAS (Eco-Management and Audit Scheme) è uno strumento di ecogestione importante per le organizzazioni. Si riferisce al Regolamento UE 2017/1505 e si aggiunge ai requisiti definiti nello standard ISO 14001.

Ecolabel

Ecolabel, marchio di qualità ecologica riferito al Regolamento CE n. 66/2010, identifica e certifica 26 gruppi costituiti da prodotti e servizi.  

Carbon Foot Print e Water Foot Print: impronta ambientale

L’impronta ambientale Carbon Foot Print (ciclo del carbonio) e Water Foot Print (risorse idriche) è finalizzata ad abbattere l’impatto causato dall’effetto serra ed è facile intuire quanto sia preziosa per la transizione ecologica. Permette alle organizzazioni di misurare e migliorare le performance sul ciclo di vita del carbonio e dell’acqua in fase di erogazione dei servizi.

LCA – Life Cycle Assessment

LCALife Cycle Assessment serve a calcolare il Ciclo di Vita Prodotto. Questo strumento di impronta ambientale viene impiegato per valutare ed analizzare l’impatto sull’ambiente di prodotti e servizi lungo tutto il ciclo di vita.

Dichiarazione ambientale di prodotto

La norma di riferimento della Dichiarazione ambientale di prodotto è la ISO 14012: include requisiti e metodi di valutazione. Suggerisce modelli di autodichiarazione da comunicare al mercato di riferimento che forniscono informazioni dettagliate delle performance ambientali del prodotto.

La norma ISO 14020 include tre certificazioni ambientali di prodotto:

  • ISO 14021, contenente vincoli guida sui contenuti della Dichiarazione ambientale;
  • ISO 14024, con criteri selettivi e modalità di esecuzione dell’Audit;
  • ISO 14025, che riporta informazioni sul ciclo di vita prodotto LCA in base alla valutazione di enti indipendenti.

Perché le certificazioni ambientali sono importanti

La transizione ecologica è la risposta ad un’emergenza: gli effetti del cambiamento climatico ormai insostenibili (effetto serra, rifiuti, carenza di risorse naturali ed energetiche, ecc.). L’ecosistema e la biodiversità devono essere salvaguardati.

Transizione, trasformazione, rivoluzione: la transizione ecologica richiede il passaggio da un sistema produttivo intensivo ad un modello sostenibile a livello economico, ambientale e sociale. La Digital Transformation e l’innovazione industriale nell’ambito della transizione green puntano ad una nuova fase di progresso e di crescita economica, a nuovi posti di lavoro.

Serve formazione e riqualificazione professionale per acquisire le competenze necessarie e prepararsi all’innovazione tecnologica. In tale contesto, le certificazioni ambientali sono fondamentali per le aziende intenzionate a trasformarsi in organizzazioni ecosostenibili riconosciute a livello globale.

L’azienda certificata è in regola con le leggi vigenti e non rischia né sanzioni né interruzioni di attività. Mentre migliorano l’efficienza, le performance ed i processi organizzativi, si riducono i consumi di risorse naturali, materie prime, energia e quindi i costi. Riducendo gli impatti, l’azienda e l’ambiente sono maggiormente protetti da eventuali disastri ambientali. I lavoratori sono più coinvolti nelle tematiche ambientali.

Insieme alla reputazione del brand crescono la competitività, la possibilità di esportare, il fatturato, l’accesso ai capitali. Si ottengono vantaggi economici, polizze assicurative più vantaggiose, si accede con maggior facilità a gare di appalto pubbliche e private.

I vantaggi generali delle certificazioni ambientali

Sintetizziamo, di seguito, tutti i vantaggi legati alle certificazioni ambientali per un’azienda:

  • Garanzia di conformità alle leggi vigenti e di rispetto dei requisiti associati alle norme ambientali;
  • Miglioramento del monitoraggio e della gestione degli impatti, nonché dei fattori di rischio;
  • Riduzione degli sprechi e dei costi di produzione, ottimizzazione delle risorse e dei processi operativi;
  • Abbattimento del rischio incidenti/disastri ambientali e, di conseguenza, di sanzioni o dell’interruzione dell’attività;
  • Semplificazione, velocizzazione e miglioramento dei processi di qualità;
  • Innovazione tecnologica per il miglioramento graduale delle performance;
  • Possibilità di ottenere incentivi statali ed agevolazioni fiscali;
  • Miglioramento della reputazione dell’azienda, della sua competitività a livello globale;
  • Accesso a nuovi mercati ed aumento del business.

Come puoi vedere i vantaggi per un’organizzazione che voglia intraprendere questa trasformazione sono molteplici. Per poter affrontare questa rivoluzione, sfruttando uno standard di certificazione ambientale, nella tua organizzazione, ti segnaliamo una utile guida che puoi trovare visitando questo indirizzo: https://www.sistemieconsulenze.it/certificazioni-ambientali/

By redazione Posted in Salute
programmazione

Quali sono i linguaggi di programmazione più usati

I linguaggi di programmazione servono a inserire le istruzioni attraverso le quali lavora un computer. Ogni linguaggio ha un uso specifico a seconda delle operazioni che la macchina deve svolgere.

Il tipo di linguaggio da usare cambia a seconda sia delle caratteristiche dello stesso, sia a seconda dei sistemi operativi e dei dispositivi che devono ricevere il codice.

Una prima suddivisione dei linguaggi di programmazione può essere, per esempio, quella dei linguaggi interpretati e compilati. Ci sono, infatti, dei linguaggi che per essere inseriti devono convertire il codice sorgente in codice macchina; quindi, c’è una procedura di compilazione e riscrittura.

Ci sono, poi, linguaggi che si appoggiano ad applicativi che trasformano direttamente il codice. Un’altra differenza riguarda le funzioni. Per esempio, per rendere automatici compiti ripetitivi si utilizzano linguaggi di scripting, per far interagire oggetti software tra di loro si usano linguaggi orientati ad oggetti ecc.

Inoltre, a seconda del dispositivo e del sistema operativo sia a seconda di cosa si vuole sviluppare, viene adoperato un linguaggio piuttosto che un altro. Per esempio, per Apple si utilizza il linguaggio Swift, se si vogliono sviluppare siti web bisognerà utilizzare linguaggi come PHP, Javascript, HTML e CSS.

Fra i linguaggi di programmazione più utilizzati c’è senza dubbio JavaScript. Un tempo questo linguaggio era principalmente lato client e codificava per front-end. Oggi, grazie all’aggiunta di NodeJS, viene utilizzato anche per codifiche in back-end lato server.

Le caratteristiche di Javascript lo rendono preferenziale anche per chi vuole sviluppare siti e pagine web, oltre che per chi vuole creare applicazioni desktop o games. Javascript è considerato il miglior linguaggio di programmazione.

Un altro linguaggio con molti punti di forza è Java che viene utilizzato principalmente su sistemi android e da chi sviluppa applicazioni e giochi per dispositivi mobili. Il suo codice, infatti, non ha bisogno di essere ricompilato e perciò risulta molto completo.

I linguaggi di programmazione più richiesti

Oltre ai linguaggi base come Javascript, HTML e CSS e PHP, ci sono linguaggi molto richiesti e molto utili se si sta cercando lavoro. Uno di questi è Python. Si tratta di un linguaggio di programmazione facile da imparare per via del suo codice piuttosto elementare.

Tant’è che viene considerato anche uno dei linguaggi consigliati per iniziare a programmare. Principalmente Python viene usato per lo sviluppo di app, ma da qualche tempo viene adoperato anche per analisi dei dati e machine learning.

Se si parla di siti web il linguaggio più diffuso in assoluto è PHP. basti pensare che piattaforme come Facebook e Wikipedia che ricevono miliardi di visite in tutto il mondo sono state programmate con questo linguaggio. La sua sintassi è molto semplice e non c’è bisogno di riscrivere codice. Inoltre, si può adoperare per la programmazione orientata agli oggetti, sia con un approccio imperativo.

A seguire C#, che è il linguaggio concorrente di Java, viene utilizzato principalmente per la programmazione orientata agli oggetti. Questo linguaggio è stato sviluppato da Microsoft e serve per creare app per il web e per dispositivi mobili.

I linguaggi C e C++ poi sono il riferimento per molti browser e sistemi operativi e vengono spesso utilizzati anche per la programmazione di videogiochi.

Swift è il linguaggio specifico per i sistemi MacOS e iOS e quindi per dispositivi e applicazioni Apple.

Infine, un altro linguaggio che può essere menzionato, opensource e scritto in java, è Typescript. Attraverso questo linguaggio vengono sviluppate app molto grandi, ricompilate appunto in JS; infatti, Typescript può essere definito un superset di Javascript.

Come imparare a programmare

Se non si hanno alle spalle studi scolastici in ambito informatico, l’alternativa è un corso per diventare programmatore informatico.

MAC Formazione, per esempio, attraverso questo percorso didattico offre ai suoi allievi la possibilità di conoscere e sviluppare tutte le principali competenze che servono per la programmazione.

Scegliendo questa formazione imparerai le basi della programmazione e i principali linguaggi richiesti nel mondo del lavoro. Inoltre, potrai certificare le tue abilità e avrai più possibilità di trovare impiego in un settore ricco di opportunità, con pozioni professionali ben retribuite.

Stendibiancheria: parete vs soffitto quale scegliere

Il problema della gestione degli spazi a casa rende troppo ostica la questione della biancheria. Per fortuna per stendere al meglio il bucato in commercio si trovano tantissimi modelli di stendino. In questa specifica occasione vogliamo metterti a confronto lo stendibiancheria da parete con lo stendibiancheria da soffitto.

Stendibiancheria da soffitto

Il modello di stendino da soffitto è quello che subito vogliamo portare alla tua attenzione. Nato per gestire il bucato in piccolissimi spazi, viene appunto installato sotto al soffitto per permetterti così di stendere la biancheria, i vestiti e tutto ciò che lavi sfruttando lo spazio in verticale. Si adatta sia agli spazi interni che agli spazi esterni, e rende molto più pratico il tuo lavoro domestico senza doverti arrangiare in termini dimensionali. Va benissimo anche e soprattutto per le lenzuola, che sono i capi di biancheria più lunghi che stendiamo. Una volta inutilizzato, lo richiudi, e nessuno noterà questo oggetto apposto sul tuo soffitto: per cui oltre all’aspetto funzionale cura anche l’aspetto estetico, cosa non di poco conto.

Caratteristiche dello stendibiancheria da parete

Non si distingue più di tanto dal modello da soffitto, lo stendino da parete, ugualmente nato per adattarsi a chi ha case troppo piccole per poter tenere gli ingombranti stendini orizzontali. Il bello dello stendibiancheria da parete sta nel fatto che puoi lasciarlo montato, si applica appunto alla parete, e gestisci il bucato senza ingombrare gli angoli della casa. Molti brand offrono anche stendini dai design accattivanti, per permetterti di combinare la questione confort con quella della bellezza della tua casa. Viene realizzato in materiali molto resistenti, destinati a durare nel tempo, e in termini di investimento, non richiede nemmeno una spesa chissà quanto esagerata.

Caratteristiche tecniche per lo stendibiancheria

Come puoi ben capire i due stendini non si differenziano più di tanto se non per il fatto che vengono applicati in punti diversi della casa. Ad ogni modo entrambi gestiscono bene i piccoli spazi, si possono applicare sia fuori che dentro casa e sono destinati a durare nel tempo. Piuttosto in termini di scelta, che tu decida di acquistare il modello da parete o il modello da soffitto tieni sempre davanti agli occhi quelle che devono essere le caratteristiche tecniche e ideali dello stendino adatto alle tue esigenze. In primis devi constatare la misura, le grandezze, anche perché soffitto e parete vanno utilizzate per ottimizzare lo spazio ma senza creare disarmonia all’interno della stanza. A tal proposito ti consigliamo anche di prendere in considerazioni modelli personalizzabili, di un certo spessore e che possano davvero assecondare i tuoi i bisogni.

La maggior parte dei modelli che trovi in commercio ha un sistema a 5-7 aste, di lunghezze regolabili fino ad un metro e mezzo, massimo 180 cm. Considera inoltre modelli con aste indipendenti, che possano permetterti di gestire in posizioni ottimali il bucato, confacenti alle tue esigenze ma comode anche in termini di altezza e posizioni.

Questo ti dimostra come tu debba considerare ogni minimo aspetto, anche perché devi metterlo ad un’altezza e ad una posizione tale che ti consenta di aprirlo e di chiuderlo senza andare ad occupare mai il prezioso spazio calpestabile.

Devi altresì propendere per modelli che si regolino in modo tale da garantire una rapida asciugatura del bucato. Una volta allargate le aste secondo le tue esigenze devi fare in modo di sfruttare il calore naturale che di solito in casa si concentra verso l’alto, anche per velocizzare i tempi di asciugatura. Ricorda infine di considerare i materiali di costruzione: dal momento che investi in questo oggetto nella speranza che duri per sempre, e dal momento che devi appenderlo alla parete o al soffitto, è importante scegliere stendini ultra resistenti nell’insieme.

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Emergenza maniglia staccata, come risolvere

Purtroppo, come tutti gli oggetti, anche le maniglie e le serrature delle porte subiscono le ingiurie del tempo. L’uso prolungato, soprattutto se non viene effettuata una regolare manutenzione, porta i materiali a deteriorarsi, le viti a deformarsi ed allentarsi e i meccanismi in generale a cedere. Può capitare infatti a tutti di chiudersi a chiave in camera e di rimanere bloccati perché la maniglia si è staccata e la porta non si riesce più ad aprire. Cosa bisogna fare in questi casi?

Per prima cosa non bisogna farsi prendere dal panico, ci sono tanti metodi sicuri e veloci che ti tireranno fuori dai guai in men che non si dica. Se stai leggendo questa guida vuol dire che hai un telefono con te, oppure un altro tipo di dispositivo che può collegarsi a internet. Il metodo più efficace è quindi quello di contattare subito un fabbro apri porta vicino milano e richiedere il servizio di pronto intervento. Ecco tutto quello che c’è da sapere su questo tipo di servizio, in seguito troverete invece alcune idee che potete provare ad eseguire in autonomia tramite le quali, con un po’ di fortuna, risolvere il problema da soli.

Pronto intervento fabbro per apertura porte

Se sei rimasto chiuso da qualche parte perché ti è rimasta la maniglia in mano sei sicuramente in una situazione di disagio, non potendo più uscire. Per alcuni è una situazione psicologica persino intollerabile, basti pensare ad esempio alle persone claustrofobiche. Fortunatamente in tutta Italia è possibile richiedere l’aiuto di un fabbro in qualsiasi momento. Anche nel cuore della notte, durante le feste o nei momenti più scomodi non sarà difficile trovare un professionista che sia pronto a recarsi a casa vostra per liberarvi tramite un intervento repentino ed accurato. Questo servizio è di solito attivo 24 ore su 24 per intervenire non solamente in caso di una maniglia staccata, ma per qualsiasi tipo di emergenza.

Pensate ad esempio ad una chiave spezzata dentro una serratura, un tentativo di scasso che ha rotto l’intero meccanismo, una cassaforte bloccata, qualsiasi tipo di riparazione o sostituzione d’emergenza sarà sicuramente gestibile dal fabbro più vicino alla tua zona. Solitamente è possibile contattarli anche in situazioni meno estreme, realizzare lavori di installazione per aumentare la sicurezza in casa e richiedere preventivi per poter valutare il tutto con lucidità. Se per qualche motivo non siete riusciti a contattare un fabbro e volete provare a liberarvi da soli ecco alcuni consigli che potrebbero aiutarvi.

Come aprire una porta bloccata

Sempre partendo dall’ipotesi che si sia staccata la maniglia e vi sia rimasta in mano, cercate di capire perché essa si è staccata. Magari si è semplicemente svitata una vite, in questo caso basterà infilare nuovamente la maniglia nel ferro di forma parallelepipeda che si trova all’altezza di dove essa stava prima. Il meccanismo dovrebbe quindi tornare a funzionare e la porta dovrebbe aprirsi lo stesso, nonostante serva comunque un lavoro per fissare di nuovo la maniglia ed evitare che succeda ancora. Se invece il meccanismo non gira, oppure anche l’altra parte della maniglia è caduta dal lato opposto della porta impedendovi di fare il trucchetto spiegato prima, le soluzioni si riducono ancora.

Se c’è qualcuno dall’altro lato potete aiutarvi a vicenda cercando di rimettere tutto come era prima. Se conoscete qualcuno che abbia le chiavi di casa vostra o che può venire ad aiutarvi fatelo subito. In alternativa potete chiamare le forze dell’ordine, i vigili del fuoco o se siete in mare, magari in uno yacht, anche la guardia costiera.

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Corsi aziendali: il nodo centrale del tema “sicurezza”

Il luogo di lavoro è, molto frequentemente, quello dove la maggior parte delle persone trascorre gran parte del proprio tempo. E come tale, dev’essere un posto armonioso, dove i soggetti devono poter operare in un ambiente sano, sereno e, soprattutto, sicuro. Quest’ultima tematica è la più importante, in quanto in qualsiasi posto di lavoro, anche quelli meno impervi e apparentemente privi di pericoli, si possono creare situazioni nelle quali la sicurezza vieni meno.

Meglio, quindi, essere adeguatamente preparati frequentando i corsi di formazione aziendale Torino ed essere pronti ad ogni evenienza. Parliamo, ad esempio, dei corsi antincendio, divenuti obbligatori in qualsiasi luogo di lavoro, dove dev’essere indicata una persona preposta a detta funzione.

Corsi antincendio: maggior sicurezza in ambito lavorativo

La legge, a tal proposito, prevede che il datore di lavoro indichi un dipendente con la qualifica di addetto antincendio e sia obbligato, in base a quanto disciplinato da una legge in vigore dal 1998, a formarlo adeguatamente in merito alla realizzazione di tutte le misure  previste da dover attuare in tema di prevenzione antincendi, nonché su tutte le azioni di evacuazione da attuare sul posto di lavoro nel caso in cui si palesi una situazione di pericolo grave e immediato.

I corsi antincendio, per quanto ovvio, non possono essere identici per ogni tipologia di lavoro. In base al settore professionale, e alla rischiosità dello stesso, i corsi antincendio si suddividono, essenzialmente, in tre fasce: corsi a rischio basso; rischio medio; rischio alto. D’altro canto, il legislatore disciplina, espressamente, che i corsi antincendio devono essere disciplinati in base alla tipologia di attività lavorativa, alla rischiosità che possano verificarsi incendi e in base agli specifici compiti affidati ai lavoratori.

Questi corsi, quindi, si pongono il primario obiettivo di garantire la maggior sicurezza e tutela personale dei lavoratori, oltre a salvaguardare macchinari, strumentazione e strutture dove viene espletata l’attività lavorativa: è fondamentale, quindi, che l’addetto designato dell’azienda sai adeguatamente formato.

Un altro corso di fondamentale importanza in tema di sicurezza è quello relativo al “primo soccorso”, obbligatoriamente previsto come disciplinato dal D. Lgs 81/08, si pone il fondamentale obiettivo di formare il lavoratore dipendente, designato come “addetto al primo soccorso” dal proprio datore di lavoro, sulle modalità di salvataggio da adottare e gestire le emergenze di carattere sanitario in ambito aziendale.

I corsi di primo soccorso in ambito lavorativo possono salvare vite

Quanto sia di primaria importanza il “primo soccorso”, lo si è potuto evincere in mille situazioni. La più clamorosa, vista drammaticamente da milioni di persone nel mondo, è accaduta quest’estate, in occasione degli Europei di calcio, durante il match Danimarca-Finlandia, quando Christian Eriksen è stato colto da un improvviso malore, un arresto cardiaco.

Se l’ex centrocampista del Tottenham è ancora in vita, lo deve, come affermato dalla comunità scientifica, al pronto intervento del compagno di squadra Kjaer, che mediante un classico intervento insegnato in questi corsi, ovvero il “massaggio cardiaco”, ha consentito al compagno di squadra di restare in vita prima del fondamentale intervento degli addetti sanitari e l’utilizzo del defibrillatore.

Il campo di calcio, in quel caso, era il luogo di lavoro di Eriksen e Kjaer. Ed un intervento di “primo soccorso” è stato fondamentale per salvare la vita. Ogni luogo di lavoro, di conseguenza, deve disporre di addetti al primo soccorso che siano pronti ad intervenire in caso di necessità, avvisare correttamente i soccorsi e fornire assistenza sino al momento in cui si presentano le autorità sanitarie.

I corsi per addetto primo soccorso hanno validità triennale e, per legge, devono essere rinnovati con tale cadenza: il soggetto partecipante riceverà, poi, un attestato di partecipazione, che lo renderà abile a svolgere il ruolo per il quale l’azienda ha provveduto a formarlo in tema di “primo soccorso

By redazione Posted in Salute
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Materie prime, la valenza dell’argento

In una fase in cui il prezzo delle materie prime sta crescendo significativamente, in molti si chiedono se sia opportuno vendere i propri beni preziosi per realizzare dei buoni guadagni. Una materia prima che ha fatto registrare un buon aumento di valore durante il 2021 spicca l’argento, un metallo nobile e prezioso che molti di noi posseggono tramite un gioiello, in grado di trasformarsi in preziosa liquidità all’occorrenza.

Ed un momento come questo può risultare estremamente propizio. Sul territorio nazionale, infatti, esistono svariati professionisti del settore da cui ottenere un’immediata valutazione del proprio bene prezioso argentato.

L’argento come “bene rifugio”

La valenza dell’argento, d’altro canto, è un dato di fatto ormai consolidato, considerato il largo utilizzo che se ne fa anche in ambito industriale e, al tempo stesso, nel mondo orafo. Una duttilità che ha consentito all’argento di poter mostrare la propria resilienza nel corso del tempo, risultando di grande supporto nei momenti di crisi o incertezza finanziaria.

Un altro “punto di forza” è la rarità, in quanto riscontra una certa difficoltà ad essere reperito rispetto ad altri metalli: è inevitabile, di conseguenza, che il suo valore si mantenga sempre apprezzabile, nonostante le inevitabili fasi di volatilità che, come qualsiasi altra materia prima o asset finanziario, deve sopportare.

In ambito finanziario, tuttavia, si consiglia di utilizzarlo come elemento diversificatore all’interno di un portafoglio ben strutturato, considerato che, nel breve periodo, è esposto ad una discreta volatilità. In alcune fasi storiche, oltretutto, la quotazione dell’argento è stata in antitesi rispetto a quello dei mercati azionari: quando quest’ultimi tendono a scendere, il valore dell’argento cresce.

Una testimonianza, in tal senso, la si è avuta nel corso del 2020, quando la pandemia ha inferto un duro colpo ai mercati finanziari: in quel periodo, il valore dell’argento si è apprezzato in modo significativo, dimostrandosi, al pari dell’oro, un ottimo “bene rifugio”. L’Argento poi, per quanto ovvio, è disponibile anche fisicamente, tramite l’acquisto di lingotti e di beni di valore impreziositi dalla presenza di questo nobilissimo metallo.

Il valore dell’argento nella credenza popolare

Il valore tangibile dell’argento è dimostrato anche dalle credenze popolari. Basti pensare, ad esempio, ai 25 anni di matrimonio, una ricorrenza ribattezzata col nome di “nozze d’argento”, un traguardo importante e significativo della vita di coppia. La potenza dall’argento è associata anche a presunti benefici terreni che, leggenda narra, sarebbe in grado di conferire.

Una credenza di lunga data, ancora oggi estremamente attuale. Tali vantaggi si possono ben evidenziare anche in alcuni detti popolari nati in un periodo storico lontano, ancora oggi utilizzati con una frequenza particolarmente elevata: “se vuoi il bene, spargi argento “oppure “è nato con un cucchiaio d’argento in bocca”, sono solo due delle tante perle di saggezze antiche che raffigurano l’argento in un’accezione particolarmente positiva.

Una serie di benefici che fanno sì che l’argento sia considerato un metallo “portafortuna”, utilizzato spesso in riti propiziatori riguardanti il benessere individuale o collettivo: l’utilizzo di questo metallo è considerato un rimedio per evitare di incorrere in qualsiasi evento negativo, tangibile (danni personali o alle persone care) o intangibili (malocchio, incantesimi d’amore, etc. etc.).

Nell’antichità, inoltre, l’argento veniva utilizzata finanche in ambito medico, una sorta di metallo “miracoloso” in grado di garantire guarigioni miracolose: posare un gioiello d’argento in una zona “malata” del corpo di un individuo poteva risultare propedeutico alla guarigione dello stesso. Bere un bicchiere d’argento, oltretutto, veniva prescritto ai pazienti per poter lenire i propri problemi fisici.

anello

Come nasce un anello artigianale?

Oggi come oggi, la gioielleria artigianale sta vivendo un momento d’oro. Nel momento in cui si acquista un gioiello fatto a mano, ci si porta a casa un vero e proprio pezzo d’arte, il frutto di una sapienza tramandata di generazione in generazione.

Sono tantissime le persone che amano tutto questo e che si chiedono, per esempio, come nasce un anello artigianale. Se ti stai facendo domande in merito, nelle prossime righe puoi trovare alcune preziose informazioni.

Anello artigianale: i segreti della sua creazione

Come si può leggere sulle pagine del sito ripara-orologi-gioielli.it, nel momento in cui si chiama in causa l’acquisto di un gioiello si va ben oltre all’investimento economico, aprendo un mondo di ricordi e di valorizzazione dei rapporti. Questo vale ancora di più quando si parla dell’anello, gioiello che, nella maggior parte dei casi, viene scelto per suggellare momenti speciali della vita (p.e. il fidanzamento o il matrimonio).

Chi ha a cuore la magia dell’artigianalità italiana, si interessa, come già accennato, dei processi produttivi. Tutto parte dal bozzetto. In questa fase, il creativo ascolta le esigenze del suo cliente, mettendo su carta i dettagli strutturali del futuro gioiello.

In questa fase, si può ovviamente avere a che fare con delle modifiche. Bisogna ragionare esattamente come si farebbe con il progetto di una stanza, procedendo fino a quando non arriva l’ok e non si arriva, di riflesso, al momento della concretizzazione della propria sapienza artigianale.

Una volta approvato il bozzetto, si apre la parentesi relativa alla gestione degli spessori, che deve basarsi sia sulle misure del dito del cliente (o di una persona a lui cara). Da prendere in considerazione in questo step è anche l’utilizzo che si farà dell’anello. Gli spessori che caratterizzano un gioiello che si porta tutti i giorni sono chiaramente diversi da quelli che, invece, sono ideali per un anello che, invece, viene sfoggiato solamente in occasione di serate speciali.

Proseguendo con l’elenco delle fasi da considerare quando si parla di creazione di un anello artigianale, non si può non chiamare in causa la fase di fusione del metallo con cui il gioiello sarà realizzato in un crogiuolo. Il gioielliere provvede poi a trafilare l’anello – la filiera artigianale prevede chiaramente una trafilatura a mano – e, successivamente, si inizia a dare forma alla lastra. La fase appena citata è un meraviglioso lavoro fisico, durante il quale l’artigiano utilizza, per raggiungere il risultato finale, pinze e martelli.

Le fasi finali

Le fasi finali della creazione di un anello artigianale vedono in primo piano la saldatura. Nel corso di questo step, gli orafi che mettono in primo piano un approccio totalmente incentrato sul fatto a mano utilizzano strumenti diversi dalle saldatrici elettriche. Il motivo, oltre alla volontà di preservare gli strumenti preziosi di una sapienza artigianale antica che rende grande il nostro Paese nel mondo – p.e. il cannello a bocca – risiede nella possibilità di controllare in maniera più efficace l’intensità della fiamma.

Il passaggio conclusivo prevede l’incastonatura dell’eventuale pietra. Chi pensa che sia questione di pochi minuti, può anche cambiare idea. Ci sono casi specifici, come per esempio quello della montatura a pavé. In questi frangenti, per avere la certezza di mettere in primo piano una sfumatura d’impatto, sono necessarie molte ore di lavoro.

Prima di presentare il gioiello al cliente, l’artigiano si dedica alla sua pulizia e lucidatura. Per amore di precisione, è il caso di rammentare che, quando si ha a che fare con gli anelli in oro, si ha a che fare anche con il processo di rodiatura, che consiste nella copertura del gioiello con un sottile strato di rodio, un metallo le cui microparticelle conferiscono al prezioso una maggior brillantezza. La sua utilità riguarda anche il mantenimento, nel corso del tempo, dell’aspetto originale.

skype

Imparare l’inglese su skype: ecco quali sono i principali vantaggi

Durante gli ultimi anni, il boom del web ha permesso a un gran numero di persone di svolgere un elevato numero di attività direttamente online, senza doversi muovere dalla propria abitazione, con tutti i vantaggi che comporta una simile situazione.

La crescita a ritmo costante del numero di persone che sfrutta il web anche in termini di studio è notevole. Un discorso che si può facilmente estendere a tutti coloro che hanno intenzione di imparare la lingua inglese con gli appositi strumenti che vengono garantiti dal web. Speakingathome.it è una piattaforma che risponde indubbiamente a queste esigenze nel migliore dei modi, offrendo varie soluzioni alternative in termini di corsi e lezioni da frequentare.

Flessibilità, ma anche un alto livello di tecnologia

La possibilità di studiare direttamente sul web, grazie a questo sistema, offre un vantaggio di non poco conto. La lingua inglese è ormai divenuta fondamentale un po’ in tutti i settori e, di conseguenza, torna decisamente utile poter sfruttare un valido aiuto da parte della tecnologia per apprendere questa lingua sempre meglio.

Al giorno d’oggi, online c’è la possibilità di trovare un vasto materiale per apprendere nel migliore dei modi la lingua inglese anche in via completamente gratuita. Ad ogni modo, bisogna mettere in evidenza come ci sia la possibilità di frequentare dei corsi specifici a dei prezzi particolarmente ridotti e vantaggiosi.

Si può scegliere di frequentare un gran numero di lezioni e di corsi adatti alle proprie esigenze direttamente dal proprio smartphone, dopo aver ovviamente effettuato il download dell’app di Skype in via del tutto gratuita, è un vantaggio di non poco conto. Ci sono diversi punti di forza, tra cui quello di poter utilizzare Skype in modo facile e rapido, anche da parte di tutti quegli utenti che, in fondo, non hanno una gran confidenza con la tecnologia e con le app su smartphone.

Skype è una delle soluzioni migliori, dal momento che non comprende nemmeno un numero eccessivo di funzionalità strane e curiose da poter usare, senza dimenticare l’opportunità di effettuare l’installazione di un’app anche sul computer oppure su tablet.

Le lezioni, quindi, in termini di frequenza e scelta dei giorni, si possono personalizzare al massimo in base a quelle che sono le proprie esigenze. Ecco spiegato il motivo per cui avere a disposizione un’app flessibile come Skype rappresenta uno strumento che non si trova poi così di frequente per poter apprendere la lingua inglese.

Grazie a Skype si può creare un programma di studio personalizzato a tutti gli effetti, che presenta un gran numero di differenze in confronto ai tradizionali corsi di gruppo, oppure in quei corsi in cui si deve per forza di cose acquistare un libro di testo, da seguire nel corso delle diverse lezioni.

Insegnanti adeguatamente qualificati

È molto importante mettere in evidenza come i migliori corsi di inglese che vengono organizzati direttamente online e su Skype. In tal senso, bisogna sottolineare come ci siano numerosi insegnanti madrelingua e qualificati, che mettono a disposizione le proprie competenze per apprendere la lingua inglese al meglio.

Solo scegliendo la piattaforma più adatta alle proprie esigenze, però, c’è la possibilità di interfacciarsi solo ed esclusivamente con dei professori madrelingua caratterizzati da un alto livello di esperienza e di bravura che, molto probabilmente, frequentando dei corsi a pagamento presso una delle tante scuole di inglese della propria città, difficilmente si sarebbero potuti conoscere. Non è l’unico vantaggio in termini pratici, dato che c’è anche la possibilità di usufruire di un elevato numero di mezzi di pagamento, molto rapidi e immediati. Tra gli altri, troviamo PayPal, la carta di credito, ma anche il bonifico bancario.

crisi

I settori più colpiti dalla crisi causata dal Covid

Gli eventi degli ultimi anni relativi alla pandemia hanno un’atmosfera decisamente surreale. Sono stati del tutto imprevedibili e hanno di fatto colto di sorpresa tutti, nessuno escluso. Chi inizialmente pensava fosse un evento passeggero destinato a risolversi nel giro di qualche mese, si è ben presto dovuto ricredere, dopo aver constatato che ad una prima fase di lockdown ne sono seguite altre, capaci di prolungare una situazione instabile e renderla pressoché insostenibile per la maggior parte delle persone.

Ovviamente, oltre ai forti risvolti psicologici, ci sono state ricadute anche dal punto di vista economico per la maggior parte delle aziende e delle società sul territorio, ma anche per i liberi professionisti e i lavoratori dipendenti. Insomma, nessuno è rimasto illeso da questo catastrofico evento, anche se alcuni settori hanno subito il colpo in modo decisamente peggiore rispetto ad altri.

Con il lockdown infatti i dipendenti di molte aziende hanno dovuto lavorare in remoto dalle proprie abitazioni con non poche difficoltà iniziali dovute alla mancanza di un’organizzazione precisa in questo contesto. Una volta collaudata però questa nuova modalità di collaborazione sono molte le imprese che sono riuscite a lavorare con efficienza, spesso anche con costi inferiori per l’azienda e con un aumentato comfort per i dipendenti.

Il settore digitale inoltre è stato quello che meglio ha galleggiato in mezzo alla tempesta: il comparto che ha colto maggiori opportunità, anche nel mezzo della complessa pandemia vissuta, è stato senza dubbio l’e-commerce. Le persone si sono trovate di fatto costrette ad acquistare online, facendo di conseguenza aumentare esponenzialmente il fatturato di moltissimi e-stores.

Altre categorie però, non sono state così fortunate e hanno subito conseguenze catastrofiche dal punto di vista economico e lavorativo.

Chi è stato più colpito dalla pandemia?

La categoria che ha più risentito della situazione pandemica è stata sicuramente quella di tutti i commercianti a contatto col pubblico. Non potendo restare aperti hanno dovuto tenere le serrande abbassate per lunghi periodi di tempo, beneficiando di sussidi governativi spesso non sufficienti a sostenerli economicamente.

Si sono poi verificate alcune riaperture, ma sono state sporadiche e temporanee e a brevi sprazzi di semi-normalità sono seguiti nuovi periodi di chiusura forzata. Tra le attività più coinvolte ci sono ad esempio palestre, bar e ristoranti, che, accomunati dalla necessità di accogliere molte persone in ambienti chiusi, hanno dovuto trovare in molti casi soluzioni alternative per evitare una chiusura definitiva per mancanza di risorse economiche.

Le palestre sono ad esempio riuscite ad organizzarsi nel periodo più caldo effettuando delle lezioni all’aperto, rispettando ovviamente misure quali la distanza di sicurezza tra una persona e l’altra. Per quanto riguarda le attività ristorative invece la consegna a domicilio è diventata una vera e propria salvezza, che ha permesso a numerose attività di andare avanti in un periodo estremamente difficile.

Anche le più strategiche idee promozioni ristoranti hanno permesso di incentivare la clientela all’acquisto, grazie ad advertising, iniziative originali e politiche di sconti ben studiate. Tattiche promozionali che hanno intercettato non solamente nuovi clienti ma anche convinto la clientela abituale a ripresentarsi alle porte dei locali.

Molti imprenditori sono riusciti in questo modo a mantenere un fatturato più o meno costante, allargando addirittura in alcuni casi, il proprio giro di clientela e dimostrando ancora una volta quanto l’uso delle migliori strategie di marketing sia, oggi, essenziale.

In ogni caso, per le attività commerciali a contatto col pubblico è stato sicuramente un periodo molto difficile, che ha però insegnato a molti imprenditori come cavarsela in una situazione inattesa e complicata come quella appena passata.

Con una situazione pandemica che non si può considerare risolta, gli imprenditori delle categorie più a rischio dovranno in ogni caso mantenere un atteggiamento proattivo ed essere pronti ad affrontare con i giusti strumenti eventuali nuove sfide.

sicurezza sul lavoro

Piano Operativo di Sicurezza sul Lavoro: cos’è e a cosa serve

Tra i tanti obblighi che il datore di lavoro deve adempiere, vi è anche la stesura del POS (Piano Operativo di Sicurezza), da presentare prima dell’inizio dei lavori su un cantiere esterno.

L’obbligo di redigere il POS è stato introdotto con il Testo Unico sulla Sicurezza (D.lgs. 81/08) e serve soprattutto per informare i dipendenti sui rischi che sono presenti sul cantiere.

Il Piano Operativo di Sicurezza, differisce dal DVR e dal PSC per il suo contenuto, visto che si focalizza soprattutto sull’analisi delle attrezzature e delle procedure eseguite sul cantiere, per prevenire eventuali rischi per la sicurezza dei lavoratori.

Il compito di redigere il POS è stato affidato al datore di lavoro, che deve presentarlo prima dell’inizio dei lavori, altrimenti potrà incorrere in sanzioni di natura amministrativa e penale.

Il POS può essere scritto con la collaborazione di tecnici abilitati e sul web vi sono dei software che possono essere utilizzati, per facilitare la compilazione, soprattutto se si opera su diversi cantieri contemporaneamente.

In questo articolo vi spiegheremo nel dettaglio a cosa serve il POS e quali contenuti minimi devono essere inseriti, per ottemperare agli obblighi di legge.

POS: cos’è e a cosa serve

Il Piano Operativo per la Sicurezza, conosciuto anche con l’acronimo POS, è un documento che redige il datore di lavoro prima dell’inizio dei lavori, sia che si tratti di cantieri fissi che mobili o temporanei.

L’obbligo di redigere il POS è valido solo per chi opera nel settore dell’edilizia, mentre le altre aziende non devono presentarlo. Per quanto riguarda la forma e i contenuti minimi che devono essere inseriti nel POS, sono specificati nell’allegato XV del Testo Unico sulla sicurezza.

Questo importante documento viene redatto con lo scopo di prevenire i rischi sui luoghi di lavoro e di garantire la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Rispetto al DVR, il POS è molto più specifico, poiché contiene non soltanto l’elenco delle attrezzature e dei macchinari presenti sul cantiere, ma descrive nel dettaglio quali sono le operazioni che saranno svolte sul luogo del lavoro.

La specificità del POS è utile al datore di lavoro e ai suoi dipendenti, per conoscere in anticipo quali sono i rischi presenti sul singolo cantiere e proteggerli da eventuali pericoli per la salute o la sicurezza.

È opportuno sottolineare che il POS deve essere redatto da tutte le imprese che operano sul cantiere e se si tratta di subappalto, è necessario che la ditta appaltatrice trasmetta il Piano Operativo per la sicurezza alle ditte esecutrici.

I contenuti minimi del POS

Nell’Allegato XV del Testo Unico sulla Sicurezza sono specificati i contenuti minimi che devono essere presenti all’interno del POS, vediamo quali sono.

Innanzitutto, bisogna intestare il POS con i dati identificativi della propria impresa, compreso il numero di iscrizione al registro delle imprese e l’indirizzo preciso della sede legale.

Nella prima parte del POS devono essere specificati i dati del datore di lavoro, degli addetti al soccorso, del RSPP, del medico competente, del responsabile dei lavori e di tutti quelli che opereranno sul cantiere.

La seconda parte del documento è riservata all’elenco e alla descrizione di tutte le attività che saranno svolte sul cantiere, specificando anche le mansioni e i turni di lavoro dei singoli operai.

La parte centrale del POS deve contenere l’elenco di tutte le attrezzature e i ponteggi che saranno utilizzati, allegando eventuali certificazioni. Il POS deve contenere anche la descrizione delle sostanze pericolose utilizzate e l’inserimento dell’allegato per la valutazione del rumore.

La parte conclusiva del documento, che è considerata la più importante, è riservata all’identificazione dei rischi e delle misure adottare per prevenirli, inoltre bisogna specificare nel dettaglio quali sono i dispositivi di protezione individuale che saranno forniti ai lavoratori.

Conclusione sul POS

Il POS è un documento di vitale importanza per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori sui cantieri edili, dove possono palesarsi pericoli e incidenti molto gravi, inoltre non ottemperare a tale obbligo può comportare sanzioni di natura penale, come l’arresto da tre a sei mesi e il pagamento di una multa.

Fonte delle informazioni: https://www.gdmsanita.it/piano-operativo-sicurezza-sul-lavoro-pos-torino.php

By redazione Posted in Salute
arredo casa

Guida per la Casa: come arredarla bene

Hai affittato o comprato la tua prima o seconda casa? Bene, è arrivato il momento di arredarla a seconda dei tuoi gusti e budget, cercando di ricreare quel famoso “ambiente domestico” che a noi tutti piace. La soggettività del gusto estetico rende ogni casa unica nel suo genere, dato che sarà difficile trovare case arredate ugualmente. Basta qualche dettaglio curato per rendere l’ambiente domestico diverso da un altro.

Ogni stile su cui ci vogliamo basare per arredare casa può prevedere dei diversi design: uno stile moderno può prevedere la disposizione dei mobili in un certo modo, l’utilizzo di materiali moderni e l’utilizzo della demotica; al contrario uno stile classico prevede l’utilizzo di materiali come il legno e in generale di tutti quegli elementi più classici. Un buon interiore designer può fare al caso vostro per la parte di progettazione, mentre un buon servizio fabbro 24 è indicato per la parte operativa, ad esempio per installare porte e finestre.

Da dove iniziare

La prima cosa che dovremo fare per arredare casa nostra è quella di scegliere uno stile da seguire. Come già detto gli stili principali da seguire sono quello classico e quello moderno. Queste due macro categorie poi si dividono in tanti altri stili di nicchia, come lo shabby chic, il country, lo stile contemporaneo ecc…. Dopo aver scelto lo stile da seguire, arriva poi il momento di progettare tutti gli ambienti domestici.

Ovviamente è consigliato l’aiuto di un professionista, come l’interior designer, figura altamente specializzata nella progettazione degli spazi interni. Se invece vogliamo “fare da noi”, allora è meglio documentarsi bene su quali sono i materiali dei mobili associati allo stile scelto, dove reperirli e quali sono gli addetti ai lavori che si occuperebbero dell’installazione o montaggio. Internet ci viene decisamente incontro in questo caso: possiamo visionare progetti e fotografie d’interni di nostro interesse, per farci un’idea di come arredare la casa.

La parte operativa

Una volta che la nostra idea è diventata un progetto ben preciso, grazie all’aiuto di un professionista o solamente grazie alle nostre capacità, è arrivato il momento di acquistare tutto ciò che occorre. Partiamo dagli infissi e dai pavimenti, in quanto vanno curati prima di arredare gli ambienti. Anche qui molto spesso occorre rivolgersi ad una ditta specializzata, dato che rifare mura e pavimentazione, oltre che gli infissi e serramenti di una casa, richiede professionalità.

Dopo che tutta la casa sarà rifatta a livello delle mura e dei pavimenti, si potrà pensare a realizzare il nostro progetto, acquistando mobili su misura e che seguono lo stile scelto. Ci sono dei siti specializzati che racchiudono i migliori mobili o accessori categorizzati per stile: grazie a questi siti sarà più facile trovare tutto quello che occorre per arredare casa. Rivolgetevi comunque a degli esperti nel settore perché è un buon investimento, dato che difficilmente vi stuferete presto del design della vostra abitazione.

Quali sono le migliori piattaforme di trading online?

Quali sono le migliori piattaforme di trading online?

Trading online: due parole che sono particolarmente utilizzate negli ultimi tempi, a causa del grande successo che la materia è riuscito a ottenere. Tuttavia, nonostante il successo del trading effettuato attraverso piattaforma, ci sono alcune considerazioni che devono essere necessariamente fatte al fine di realizzare un’azione di trading che sia quanto più possibile giusta e finalizzata al guadagno. A partire dalla piattaforme da utilizzare per realizzare trading online, fino alle caratteristiche della compravendita stessa, ecco tutto ciò che c’è da sapere in merito al trading da effettuare sul web, come si può cogliere anche da portali come tradingonline.me che hanno molte più informazioni in merito.

Le caratteristiche del trading online e i vantaggi

I vantaggi che possono portare a effettuare trading online sono molteplici e, allo stesso tempo, spingono molti utenti a tentare la strada di questa compravendita che può riguardare diversi settori. Grazie a mercati decentralizzati e molto dinamici, è possibile scambiare con successo di tutto, dalle materie prime alle criptovalute.

Un’altra caratteristica fondamentale del trading online è la possibilità di basarsi su mercati aperti 24 ore si 24, per cinque giorni a settimana e con il contatto che avviene con gli istituti finanziari di tutto il mondo. Grazie al supporto e alla presenza di piattaforme su cui basarsi per il trading online, si può fare a meno di utilizzare broker finanziari che richiedono commissioni per ogni transazione, attraverso un valido supporto che offra una formazione professionale specifica e anche un mezzo di comunicazione e interscambio molto valido che porti persone di tutto il mondo a rapportarsi tra di loro in modo rapido e dinamico.

Le migliori piattaforme da utilizzare per il trading online

Nonostante tutte le conoscenze di base che si possono avere in merito alla materia del trading online, è praticamente impossibile iniziare a realizzare compravendita di valute, azioni o altri titoli senza un supporto da parte di agenti economici che possano aiutare la propria azione. Nello specifico, dato il progressivo cambiamento nel mondo del trading, non c’è più bisogno di broker finanziari che si basino su pagamenti specifici o altre commissioni, ma ci si basa su piattaforme specifiche, che hanno il pregio di essere più libere da cavilli finanziari ma, allo stesso tempo, efficaci. Nello specifico:

  • eToro: è sicuramente la piattaforma di trading online più consigliata e tra le migliori presenti sul mercato; con un prezzo minimo di iscrizione pari a 200 euro, eToro offre grande flessibilità nel mercato di criptovalute, azioni, valute e titoli finanziari.
  • 24option: per coloro che si rapportano al mondo del trading da principianti, la piattaforma consigliata è senza dubbio 24option, a causa della possibilità di disporre di una serie di tutorial gratuiti che si affiancano alla flessibilità della piattaforma, dove tradare diventa un piacere.
  • TRADE.com: nonostante sia relativamente giovane, questa piattaforma offre una serie di possibilità di formazione e investimento che non possono essere sottovalutate, che si sia esperti del settore o dei principianti in materia.
  • Plus500: autorizzata e regolamentata da Cyprus Securities and Exchange Commission (Licenza N. 250/14), questa piattaforma riesce a offrire grande supporto nel mondo di trading online di valute, criptovalute, materie prime, indici e azioni.
Venus Project, che cos'è e come funziona

Che cos’è il Venus Project e come funzionerebbe?

L’idea che le macchine libereranno l’umanità non è nuova (ed è forse per questo che non è nuovo immaginare scenari distopici in cui le macchine diventino la nostra nemesi). La versione più recente è forse anche la più articolata: il Venus Project, ideato dall’architetto autodidatta e futurista Jacques Fresco: egli prevede la costruzione di nuove città intelligenti in tutto il mondo, basate sull’iper-ottimizzazione delle risorse e delle decisioni, adottando come asse un algoritmo cibernetico e confidando nella precisione della scienza per governare e far funzionare l’intero sistema.

Che cos’è il Venus Project?

Il Venus Project nasce dall’ondata di disincanto socioculturale di fronte al sistema dominante – promosso dal movimento Zeitgeist (con il suo popolare documentario) – e propone un sistema alternativo per nascondere il desiderio di riconnettersi alla natura con l’eredità del sapere scientifico nelle sue ultime espressioni. In teoria, il progetto Venus vuole sviluppare un’agro-cultura cibernetica e una democrazia automatizzata in cui le elezioni sono condotte dalla capacità di pensiero superiore delle macchine, assicurando che tutto sia dettato dalla maggiore intelligenza.

Sul sito web si può leggere: “Si può pensare a questo come a un sistema nervoso autonomo elettronico che si estende in tutte le aree del complesso sociale”. Uno degli appelli principali di questo progetto è quello di aumentare le energie alternative e la conservazione degli ecosistemi in modo infallibile (secondo la prospettiva). Fresco, la cui sede centrale si trova in Florida, chiama a “diventare cittadini del mondo” e incarnare la verità “che è là fuori”.

Le critiche al Project Venus

Ci sono state numerose critiche intorno a questo progetto, etichettato da alcuni come utopico o ingenuo nella sua “fede” nei poteri della scienza. In ogni caso, per ora rimane poco plausibile l’attuazione di un progetto di questo tipo, nella misura in cui la conoscenza scientifica non appare coerente e non è in grado di esaltare la natura (molti aspetti del nostro pianeta rimangono misteriosi e non è stata ancora scoperta la migliore alternativa ecologica o politica economica). All’interno del lavoro in corso che è la nostra società, rimane un po’ avventato invocare l’onnipotenza della scienza o un deus ex machina che possa salvarci dalla sofferenza e dall’incertezza esistenziale che caratterizzano la nostra vita.

Il paradiso tecnologico immaginato da Fresco potrebbe trasformarsi in un incubo totalitario come quello di Alphaville di Jean Luc Godard, in cui la tecnocrazia ha abolito emozioni come l’amore e forme d’arte come la poesia. In ogni caso, come pratica dell’immaginazione e come ulteriore opzione di ciò che possiamo creare, all’interno di una gamma quasi infinita di possibilità, il Venus Project è senza dubbio interessante: al suo interno la selezione della nostra cultura della tecnologia come percorso evolutivo diventa sempre più travolgente.

Lenovo Z6 Pro, caratteristiche e specifiche tecniche

Lenovo Z6 Pro: recensione e specifiche tecniche dello smartphone

Lenovo Z6 Pro è, senza dubbio, uno degli smartphone di fascia alta più interessanti nel mercato degli smartphone. Tra design invidiabile e prestazioni spettacolari, il nuovo smartphone è in grado di stupire per come si presenta e per le sue grandi funzioni, che lo rendono un vero e proprio gioiello. Ecco, dunque, tutto ciò che c’è da sapere sullo smartphone, tra caratteristiche e specifiche tecniche. 

Recensione del Lenovo Z6 Pro

L’aspetto dello smartphone Lenovo Z6 Pro può essere descritto in una varietà di modalità diverse: da ritagli di gocce d’acqua a telecamere estraibili, passando per cursori e fori per lo schermo. La grande originalità dello smartphone – anche se paradossalmente – passa attraverso il pannello posteriore. Le informazioni indicano che il rapporto schermo/corpo è superiore al 90% e non ci sono “stranezze” di nessun tipo, mentre la parte frontale dello smartphone è piuttosto minimalista e il lettore di impronte digitali è integrato nel display.

Il pannello posteriore è naturalmente in vetro e sul suo lato sinistro è visibile una striscia rossa ad un certo angolo di incidenza della luce: grazie a questo pannello, lo smartphone ha un aspetto interessante e si distingue dalla concorrenza, ma parte del merito è data dai quattro obiettivi della fotocamera principale, di cui scriverò poi.

Il Lenovo Z6 Pro è uno dei modelli più efficienti basati su Snapdragon 855, con una RAM mai inferiore a 8 GB. Ma non è finita qui, soprattutto in materia di innovazione: la maggior parte delle informazioni indicano che il software Lenovo Z6 Pro è in grado di catturare fino a 100MP di risoluzione, assolutamente poco comune anche nel mondo di fascia alta degli smartphone, e la matrice principale avrà una risoluzione di 48MP.

Quanto al retro, dando uno sguardo più approfondito a ciò che Lenovo può offrire, esattamente come il nuovo Huawei P30 Pro, il nuovo modello di punta è dotato di una fotocamera quadrupla, con quattro sensori. Finora, tuttavia, è chiaro che solo uno dei quattro è di 48 megapixel e che il sensore in questione è il Sony IMX586, che conosciamo anche da Honor View 20 o UMIDIGI F1 Play. Gli altri sensori, invece, sono teleobiettivi e grandangolari e, con l’aggiunta di un interessante sensore di profondità. E non manca neanche l’investimento sulla batteria: nel caso del Lenovo Z6 Pro, essa è di 4000 mAh, che dovrebbe essere sufficiente per l’intera giornata, anche se si vuole giocare, con una carica rapida di 27W che aiuterà a farlo tornare subito al 100%.

Specifiche tecniche di Lenovo Z6 Pro

  • Display: 6,2 pollici, 1080 x 2246 Pixel Screen
  • CPU: Qualcomm Snapdragon 855 Octa Core
  • Sistema: Android 9.0
  • RAM + ROM: 12GB RAM + 256GB ROM
  • Fotocamera: 100.0MP + 12.0MP + 12MP + 12MP fotocamera posteriore + 16.0MP fotocamera anteriore
  • Marca: Lenovo
  • Modello: Z6 Pro
  • Lingua: Inglese e cinese
  • OS: Android 9.0
  • Fornitore di servizi: Sbloccato
  • Slot per schede SIM: Doppia SIM, Dual Standby
  • Tipo di carta SIM: Doppia Nano SIM
  • Tipo: 4G Phablet
  • Nuclei: Octa Core
  • Risoluzione dello schermo: 2246 x 1080
  • Tipo di schermo: IP
  • Auto Focus: Sì
  • Funzioni della fotocamera: Bellezza del viso, rilevamento del viso, scatto panoramico
  • Tipo di telecamera: Telecamere triple
  • Torcia elettrica: Sì
  • Telecamera frontale: 16.0MP
  • Versione Bluetooth: Bluetooth 5.0, Bluetooth V4.2
  • Google Play Store: No
  • Interfaccia I/O: 1 x Nano SIM Card Slot, 3.5mm Audio Out Port, Micophone, Nano SIM/TF Card Slot, Altoparlante, Type-C
  • Sensore: Bussola elettronica, sensore di gravità, giroscopio, sensore di prossimità
  • Capacità della batteria (mAh): 4000mAh Built-in
  • Tipo di batteria: Batteria agli ioni di litio, non rimovibile

 

Colesterolo alto, rimedi naturali da utilizzare

Colesterolo alto: alimenti e rimedi naturali per farlo abbassare

Il colesterolo alto è una delle ragioni principali delle malattie cardiache: i medici consigliano di testare i livelli di colesterolo totale, lipoproteine a bassa densità e lipoproteine ad alta densità; in base a ciò che emerge dagli esami effettuati, è possibile avere un quadro completo della propria situazione fisica: alti livelli di colesterolo totale e lipoproteine ad alta densità aumentano il rischio di malattie cardiache, mentre alti livelli di colesterolo e lipoproteine a bassa densità sono un fattore protettivo.

La dieta quotidiana svolge un ruolo importante per raggiungere l’obiettivo di una buona salute: per questo motivo, il colesterolo alto può essere prevenuto e controllato efficacemente attraverso una combinazione di una buona dieta, esercizio fisico regolare, peso corporeo ideale e uno stile di vita sano in generale. Al di là di queste considerazioni, ecco alcuni alimenti che possono portare a ridurre il colesterolo alto.

Aglio

Comunemente usato nella cucina di numerosi paesi, l’aglio è noto per le sue tante proprietà. L’aglio è composto da aminoacidi, vitamine, minerali e numerosi composti.

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che l’aglio è efficace nel ridurre significativamente il colesterolo totale e i livelli di lipoproteine a bassa densità. Non solo: può avere anche un effetto positivo sulla pressione sanguigna e sul potenziale antiossidante del sangue. Per questo motivo, è consigliato consumare da 1/2 a 1 spicchio d’aglio al giorno, che potrebbe ridurre il livello di colesterolo fino al 9%.

Tè verde

Si tratta della bevanda più consumata dopo l’acqua: il tè verde è una ricca fonte di polifenoli. Questi composti forniscono immensi benefici per la salute del corpo umano.

Uno studio basato su un campione di popolazione ha dimostrato che gli uomini che hanno bevuto tè verde avevano livelli di colesterolo più bassi rispetto a quelli che non lo hanno fatto: numerose ricerche hanno indicato, infatti, che i polifenoli del tè possono bloccare l’assorbimento del colesterolo nell’intestino, intensificando il processo di eliminazione dello stesso; 2-3 tazze di tè verde è tutto ciò di si avrà bisogno.

Semi di coriandolo

I semi di coriandolo possono essere utilizzati per una serie di disturbi. Nella lunga lista di effetti benefici che possono avere, l’abbassamento del colesterolo cattivo è uno di loro. In effetti, i semi di coriandolo hanno numerose vitamine chiave come l’acido folico, la vitamina A, beta-carotene e, soprattutto, vitamina C. Insomma, assumerne non può che fare bene.

Bucce di pisello

Nel 1998, la Food and Drug Administration statunitense ha indicato le bucce di pisello tra i rimedi naturali migliori da adottare: “una quantità compresa tra i 3 e i 12 grammi di fibra solubile dalla buccia di semi di pisello, se inclusa in una dieta povera di grassi saturi e colesterolo, può ridurre il rischio di malattie cardiache”.

La buccia di pisello proviene dai semi schiacciati della pianta Plantago Ovata ed è una ricca fonte di fibre solubili. Per questo motivo, l’aggiunta di 1-2 cucchiaini da tè di buccia di pisello ai pasti quotidiani contribuirà a mantenere sotto controllo i livelli di colesterolo.

Semi di fieno greco

I semi di fieno greco sono da sempre stati usati come spezia culinaria popolare, agente aromatizzante e pianta medicinale, grazie alla loro grande quantità di vitamina E che permette loro di possedere proprietà antidiabetiche, antinfiammatorie e antiossidanti.

Le saponine presenti nel fieno greco aiutano a rimuovere il colesterolo dall’organismo e la sua fibra aiuta a ridurre la sintesi dello stesso nel fegato. E’ consigliato assumerne da 1/2 a 1 cucchiaino da tè al giorno.

Uva spina indiana

L’uva spina indiana è una delle fonti più ricche di vitamina C e composti fenolici. Il frutto di uva spina è stato utilizzato per il trattamento di varie malattie, come dimostrano diversi studi pubblicato a proposito, che hanno confrontato il livello di colesterolo con o senza assunzione di uva spina indiana.

Oltre a ridurre il colesterolo, l’uva spina indiana è in grado di offrire una protezione contro l’aterosclerosi e CAD. L’assunzione giornaliera di uva spina indiana non solo riduce i livelli eccessivi di colesterolo, ma riduce anche i danni dovuti all’ossidazione: per avere effetto, basteranno un paio di frutti.

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Sensazione costante di freddo: perché?

Perché ho sempre freddo?

La sensibilità al freddo è estremamente soggettiva: ci sono tante persone che sembrerebbero imparentate con gli orsi bianchi, non c’è temperatura bassa che li infastidisca minimamente, in genere, al contrario, costoro patiscono parecchio il caldo mentre altre persone si trovano a proprio agio nel caldo torrido estivo mentre d’inverno non riescono a scaldarsi. Le variazioni soggettive di sensibilità al freddo sono assolutamente normali ma quando l’intolleranza diviene particolarmente severa, probabilmente alla base vi sono problemi di salute e conviene rivolgersi al medico per un’adeguata indagine sulle cause.

Certo vi sono delle condizioni in cui si è occasionalmente intolleranti al freddo come nel caso di febbre o di una significativa esposizione a basse temperature ma la cosa diviene anomale nel momento in cui si sente freddo anche quando gli altri che ti circondano non lo avvertono affatto. In questa situazione spesso si avvertono anche altri sintomi tra cui:

  • Colore violaceo a mani, piedi, labbra, naso
  • Tremore
  • Pelle d’oca
  • formicolii alle estremità

Se oltre alla sensazione di freddo noto anche uno o più del segni citati, conviene rivolgersi al medico per capire cosa ti differenzia così dagli altri rispetto alla sensazione di freddo.

Le cause dell’intolleranza al freddo

Talvolta la maggiore sensibilità al freddo è soltanto dovuta alla magrezza, alla mancanza di tessuto che isola l’organismo dall’ambiente esterno e in questo non c’è nulla di patologico, basta coprirsi un po’ di più ma una situazione frequente e banale dell’ipersensibilità al freddo è uno stato di anemia e trae la motivazione da un ridotto apporto di ossigeno circolante.

L’ossigeno è una fonte notevole di energia, si comprende come una sua carenza porti ad un calo dell’energia prodotta dall’organismo, quindi una maggiore sensibilità al freddo. Ci sono molte diverse forme di anemia, tutte comunque identificabili attraverso un banale esame del sangue, che il medico ti potrà prescrivere analizzando poi gli esiti.

Il corpo tre energia dall’alimentazione soprattutto, quindi un’alimentazione insufficiente sotto l’aspetto dell’apporto calorico può esporre ad una aumentata sensibilità al freddo.

Il consiglio su questo punto è banale: mangia di più, introduci più calorie che non significa riempire all’inverosimile lo stomaco: se non te la senti di mangiare maggiori quantità, agisci sulle calorie degli alimenti, assumi cibi più calorici.

A proposito di calorie, gli alcoolici ne apportano molte ma hanno anche il difetto di dilatare i vasi sanguigni periferici, dado un’immediata sensazione di calore ma poi aumentandone la dispersione, raffreddando il corpo. Non sono, quindi, la scelta migliore per combattere il freddo.

Malattie muscolari o semplicemente un deperimento,m u8n calo eccessivo della massa muscolare, provoca la maggiore sensibilità al freddo in quanto i muscoli generano calore; questo è uno dei motivi per cui soprattutto le persone anziane che hanno una diminuita massa muscolare sono maggiormente sensibili al freddo.

All’interno del cervello c’è una struttura chiamata  ipotalamo che ha una funzione importante nella regolazione della temperatura corporea ma attraverso gli ormoni che produce regola anche il senso di fame, sete, sonno, il battito cardiaco, lo stimolo sessuale, evidentemente un’alterazione del suo funzionamento produce anomalia anche nella sensibilità alle temperature.

La stessa struttura agisce anche sull’ipofisi, una piccola ghiandola fondamentale nel sistema endocrino, che in seguito agli stimoli dall’ipotalamo comanda anche la Tiroide il cui alterato funzionamento influisce notevolmente sulla sensazione di caldo e di freddo.

Vi sono anche altre numerose cause che provocano un’alterata percezione della temperatura, cause anche vascolari che il medico potrà prendere in considerazione, nel caso ma in generale bisogna dire che una persona defedata, indebolita certamente avrà una maggiore sensibilità al freddo, in questi casi ovviamente bisogna agire sul rafforzamento della persona anche agendo sulle cause che l’hanno portata a quella situazione.

By redazione Posted in Salute

Investire in Costa d’Avorio?

Un paese emergente dove investire?

Oggi è di grande attualità il tema dell’opportunità di agire nel porre un argine al fenomeno dei migranti dall’Africa provvedendo ad aiutare le popolazioni nelle loro Patrie in modo che l’attrattiva dell’occidente sia inferiore e che le persone possano trovare un futuro dignitoso in casa propria invece di andare a creare difficoltà e squilibri nei Paesi Europei.

L’azione forte degli Stati Europei, però, possono essere affiancati da interventi di investitori privati che hanno la funzione di aiutare le economie locali, creare sviluppo e nello stesso tempo creare rendimenti per gli investitori Ci decide di investire, tuttavia non può farlo per beneficenza o spirito umanitario ma per propria convenienza, quindi l’interrogativi da porsi è se un investimento in questi Paesi può essere veramente interessante e remunerativo.

Parliamo in particolare della Costa d’Avorio, un Paese dal quale arriva una minoranza dei migranti che sbarcano sulle nostre coste ma pur sempre una significativa quantità di persone. C’è, intanto, da dire che in Costa d’Avorio non esiste uno stato di conflitto né esistono persecuzioni verso minoranze e l’economia nazionale è in ampio sviluppo, per cui i migranti che giungono dalla Costa d’Avorio difficilmente può essere considerato rifugiato, profugo nel senso autentico del termine ma devono essere considerati migranti economici e in quanto tali senza diritto di permanenza nel nostro Paese.

Conosciamo la Costa d’Avorio

La Costa d’Avorio è una nazione africana posta al di sotto del Marocco che ha forti ambizioni: il suo Pil negli ultimi tre anni è cresciuto al 7,9 e 8,5%, un risultato di sviluppo notevole che fa invidia alle Nazioni più sviluppate del mondo, ancora superiore al Pil cinese ed indiano che pure sono tra i maggiori al mondo. La Costa d’Avorio sembra, quindi, aver intrapreso un percorso positivo di ampio sviluppo con un tasso di inflazione in netta riduzione, intorno all’1%, dopo lunghi anni in cui uno sviluppo scarso e un’inflazione eccessiva ha minato le condizioni di vita dei suoi abitanti.

Lo stato di povertà dei suoi 23 milioni di abitanti è ancora notevole, attestandosi intorno al 50% ma le politiche espansionistiche messe in atto dal suo Presidente Quattara punta ad un deciso sviluppo del Paese attraverso un programma di investimenti sostanzioso, pari a oltre 45 miliardi di Euro neri prossimi tre anni. Priorità dell’intervento è lo sviluppo delle infrastrutture, portando luce acqua e servizi alla popolazione e costruendo autostrade per migliorare i trasporti, un settore cruciale nello sviluppo delle Nazioni.

Una parte importante dell’investimento è dedicata all’istruzione, tenendo conto che il 60% degli Ivoriani ha età inferiore ai 35 anni, migliorando l’addestramento per fornire manodopera più qualificata alle imprese che desiderano installarsi in Costa d’Avorio. In riferimento ad investimenti stranieri in Costa d’Avorio, il Governo ha istituito enti preposti a supportare gli investitori che desiderano operare in costa d’Avorio.

Il programma di istruzione ed addestramento della popolazione è un vantaggio per gli investitori che possono reperire sul posto lavoratori qualificati e a basso costo, tenendo conto dei redditi parecchio ridotti esistenti nel Paese. Attualmente l’economia ivoriana si fonda sull’esportazione di prodotti agricoli, in primis cacao e caffè ma anche banane, ananas e atri prodotti richiesti sul mercato Europeo e mondiale ma vi sono ampi spazi di sviluppo di Business un po’ in tutti i campi. Quello che è un aspetto negativo è l’alto livello di corruzione nel Paese con cui un investitore deve comunque fare i conti.

In buona sostanza, u8ninvestimento in Costa d’Avorio può essere parecchio interessate e anche remunerativo ma occorre considerare che ci si riferisce ad un Paese africano in cui sussiste un’apparente stabilità politica ma che come la quasi totalità dei Paesi Africani, sotto la cenere cova la brace e le instabilità possono esplodere in maniera inaspettata da un momento all’altro, anche in modo violento e questo consiglia comunque una certa prudenza.

Salvare foto su Google: Come Fare

Come salvare le tue foto

Pensare ad una vita senza Smartphone è ormai impossibile, per molti questi apparecchi sono diventati parte integrante della propria vita anche sostituendo i Computer, tante sono le possibilità che offrono, specialmente per le persone che usavano il PC giusto per i Videogames o poco di più.

Con il tuo Smartphone puoi chattare istantaneamente con chi vuoi, condividere stati d’animo, pensieri, avvenimenti con i tuoi amici su Facebook e sugli altri Social e gli Smartphone hanno anche soppiantato le fotocamere e le videocamere, dotati di sistemi ottici potentissimi e software di gestione delle immagini che permettono di ottenere effetti particolari a piacimento; insomma, ormai con l’avanzamento tecnologico con in mano il tuo Smartphone manca solo che tu possa fare anche il caffè ma forse si arriverà anche a questo.

La maggior parte di chi acquista uno Smartphone lo fa scegliendo anche e soprattutto in base alle prestazioni del comparto fotografico perché soltanto comunicare con le parole non basta più: condividere foto e video è diventato un aspetto quasi indispensabile nella vita quotidiana e lo si nota dalla larghissima diffusione di Instagram, il Social specifico per la condivisione di foto e video. Se desideri salvare le tue foto su Google, lo puoi fare in maniera semplice. Il vantaggio è che le tue foto saranno salvate sul Cloud e con questo hai certamente una maggiore sicurezza di non perderle e anche rispetto alla privacy, nessuno potrà vedere le tue foto se entra in possesso del tuo Smartphone.

Come salvare le foto su Google

Si chiama Google Foto l’applicazione che ti permette di salvare le tue foto su Google ed è questa applicazione che devi scaricare preliminarmente per ottenere ciò che stai cercando. L’applicazione è disponibile sia per Android che per iOS e la procedura è identica per entrambi i sistemi operativi.

Questa applicazione realizza un processo di Backup e sincronizzazione e le foto che scatterai saranno automaticamente salvate sul Cloud di Google Foto. Hai anche la possibilità di salvare o tuoi contenuti fotografici su Google Foto anche attraverso il Web e nelle righe che seguono avrai le indicazioni per entrambe le soluzioni.

Come salvare foto tramite lo Smartphone

In genere l’applicazione  Google Foto è già residente negli Smartphone Android mentre è scaricabile gratuitamente per quelli con iOS, per cui l’atto preliminare è avere disponibile tale applicazione. Devi quindi avviare l’applicazione e procedere con il Login che puoi fare con il tuo Account Google e continuare acconsentendo all’applicazione l’accesso alla tua galleria di foto, senza la quale autorizzazione non sarà possibile caricare le foto online.

Solo con questa semplicissima azione dovrebbe già attivarsi la sincronizzazione ma se questo non avviene automaticamente, lo dovrai fare manualmente. Per farlo devi accedere al Menù selezionando l’apposito pulsante in alto a sinistra, poi selezionale l’icona dell’ingranaggio che su Android corrisponde a “Impostazioni”.

Cerca la voce “Backup e sincronizzazione” a fianco della quale, una volta selezionata, noterai una levetta che dovrebbe essere posizionata su “ON” ma se così non è, agisci spostandola da OFF a ON. Tutto è fatto, le tue foto saranno memorizzate automaticamente sul Cloud senza nessun’altra azione da parte tua.

Come salvare le foto tramite il Web

Apri senza esitazione il tuo Browser, ad esempio Google Chrome e richiama il sito www.photos.google.com; all’apertura della pagina premi il pulsante “Vai a Google Foto” e provvedi al Login con il tuo Account . Entrato quindi nel servizio, potrai caricare le tue foto sul Cloud semplicemente attraverso il pulsante “Carica” che si trova in alto a destra e si realizzerà l’upload delle tue foto che saranno visibili anche sul tuo Smartphone dal quale avrai operato la procedura di attivazione con il  medesimo Account Google.

Case troppo secche o troppo umide: che fare

Effetti negativi per la salute

Sono state svolte indagini sulle case degli Europei e i risultati per gli italiani non sono molto buoni: oltre 17 milioni di italiani vivono in case il cui clima interno, relativamente alla quantità di umidità, non è buono, salutare. In molti ritengono che l’umidità nelle case sia un elemento negativo ed è esattamente così: vivere in un ambiente eccessivamente umido nuoce alla salute ma altrettanto non è salutare vivere in un ambiente troppo secco.

Oltre ai danni per la salute, certamente l’aspetto più importante, un clima troppo secco o troppo umido non è positivo nemmeno per la casa stessa. Rispetto alla salute, vivere in una casa troppo secca comporta una eccessiva secchezza della gola, del naso, della bocca e questo comporta l’insorgenza di uno stato infiammatorio che apre la strada anche ad infezioni virali e batteriche che non si limitano poi alle prima vie aeree diffondendosi in una significativa percentuale di casi anche al resto dell’apparato respiratorio, Anche la pelle patisce in un ambiente troppo secco

Peraltro un ambiente eccessivamente umido favorisce lo sviluppo di muffe che incidono anche severamente sulla salute: molte muffe sono gravemente nocive soprattutto per l’apparato respiratorio, generando malattie anche potenzialmente pericolose per la persona.

La secchezza o l’umidità dell’aria è anche fortemente influenzata dal clima esterno alla casa: l’0aria estiva, per precise leggi fisiche, essendo calda ha capacità di contenere più vapore acqueo per metro quadro rispetto all’aria fredda in cui la saturazione si raggiunge con quantità inferiori di vapore acqueo.

D’inverno, inoltre, il riscaldamento nelle case rende l’aria ancora più secca e questo non va nemmeno bene per la salute ma può anche influire negativamente , ad esempio, sui mobili in legno che può asciugarsi eccessivamente e fessurarsi, deteriorarsi.

Cosa fare per un livello adeguato di umidità

L’Italia, nella classifica che deriva dall’indagine cui abbiamo accennato, è seconda nella classifica Europea, subito dietro alla Spagna, per il livello inadeguato dell’umidità nelle case ma per segno opposto: la Spagna, infatti, presenta livelli inadeguati per l’eccessiva secchezza delle case, in Italia siamo all’opposto, troppo umide e questo pone l’interrogativo circa ciò che è possibile fare per riportare il microclima delle nostre case entro limiti adeguati, soprattutto a tutele di chi vi abita.

In caso di eccesso di umidità che si può considerare per livelli superiori al 60% che potrai misurare con un banale igrometro, uno strumento semplice e a basso costo, il consiglio migliore è di provvedere a ricambiare l’aria ambientale aprendo le finestre più volte al giorno per periodi di un quarto d’ora per volta.

Posizionare sparse per la casa ciotole di sale aiuta a ridurre l’umidità ma se questo non è ancora sufficiente, in commercio esistono deumidificatori elettrici capaci di ridurre anche drasticamente l’umidità ambientale. Ovviamente da evitare di far asciugare i panni in casa ed evitare il più possibile la diffusione di vapori in casa, con un ampio utilizzo della cappa aspirante, ad esempio.

Cosa fare se l’aria di casa è troppo secca

Per evitare che l’aria ambientale sia troppo secca, i metodi sono semplici: basta asciugare i panni in casa o lasciare la porta del bagno aperta: nel bagno si sviluppano sempre più vapori che negli altri ambienti e questi si diffonderanno nell’ambiente. Anche la presenza di piante nell’ambiente domestico aiuta ad incrementare l’umidità. Durante il periodo di accensione dei termosifoni è buona norma posizionare a contatto con i termosifoni degli umidificatori di coccio ma per dare un impulso maggiore al contrasto all’aria secca si possono attivare degli umidificatori elettrici, parecchio efficaci per la risoluzione del problema. In ogni caso è bene prevedere in casa delle prese di aerazione che si dimostrano adeguate in ogni caso per un ambiente sano.

Investimenti Socialmente responsabili: convengono?

Cosa sono gli Investimenti socialmente responsabili

Parliamo oggi di un modo particolare di investire i propri soldi e parliamo di modo e non di strumenti di investimento perché si tratta di una filosofia in cui l’investimento realizzato vede prevalere valori etici e morali nell’investimento realizzato.

Il sistema capitalistico prevede troppo spesso la considerazione dell’interesse personale quale prevalente su tutto il resto e questa filosofia di capitalismo spinto porta al cinismo e talvolta anche a calpestare gli altri pur di ottenere vantaggi di carattere economico; questo lo vediamo nelle aziende che delocalizzano dall’Italia in altri Paesi fiscalmente convenienti, laddove anche il costo del lavoro è inferiore, senza preoccuparsi delle famiglie di connazionali, i propri lavoratori lasciati senza reddito, con problemi enormi da superare, le rate del mutuo, la vita quotidiana della famiglia, le esigenze legittime dei figli, tutto per aumentare la propria ricchezza.

Dalla filosofia degli investimenti socialmente responsabili nascono nuovi termini quali “finanza etica” e “finanza sostenibile” a cui si affianca anche il concetto di “Banca etica” che stanno ad indicare un modo di fare finanza con obiettivi di investimento diversi dal mero profitto personale.

Alcuni esempi di investimento “etico” sono quelli che vedono gli investitori evitare di impegnare i propri capitali su aziende del tabacco, dell’alcool, dei giochi d’azzardo, della produzione di alimenti OGM per dirottare, invece, i propri investimenti in attività contro il riscaldamento globale, a favore di produzione di energia da fonti rinnovabili e in aziende che aborrano lo sfruttamento dei lavoratori e perseguono, invece, il contrasto alle disuguaglianze sociali.

Questo tipo di investimenti è ancora limitato, negli Stati Uniti si stima che solo un dollaro su sei viene investito in prodotti finanziari socialmente responsabili, ma è in progresso.

Pro e contro degli investimenti socialmente responsabili

Non c’è dubbio che questo tipo di investimenti abbia insita anche una componente emotiva: le persone che sono socialmente impegnate, che sentono in se il valore della tutela dell’ambiente, della redistribuzione del reddito, di una maggiore omogeneità sociale, sentiranno più “proprio” l’investimento realizzato con strumenti di Finanza sostenibile e oltre alla soddisfazione di avere la consapevolezza di aver fatto qualcosa che ha un valore sociale, avrà anche il vantaggio economico derivante dall’investimento realizzato: dormirà certo sonni sereni, pienamente soddisfatto, economicamente e moralmente.

Il senso di “Robin Hood” alberga nell’animo di chi opera investimenti socialmente utili; in pratica attraverso il proprio investimento, la persona va a penalizzare le aziende che operano in maniera poco etica, premiando, invece, quelle ritenute Buone sotto questo aspetto. Nella maggior parte dei casi nella prima categoria vengono ricomprese grandi multinazionali che puntano al profitto puro a qualsiasi costo mentre con l’investimento etico si vanno a premiare Business mano potenti, “poveri” che pure consentono a chi investe buoni rendimenti. Un’indagine della Nielsen mette in luce una propensione dei ¾ dei Millennials a pagare anche di più per beni e servizi socialmente responsabili. Questo porta ad un incremento anche tendenziale di questo tipo di investimento.

Tra i contro di questo tipo di investimento ci sono i costi maggiori, per via della maggiore ricerca necessaria e tutti sappiamo come i costi siano  nemici dell’investimento, erodendo i rendimenti ma anche nella diversificazione ci sono problemi: è facile riuscire a diversificare in un mercato molto ampio, più complicato farlo in un mercato ristretto come è ancora quello cui ci riferiamo. Anche sulla soggettività della sostenibilità dell’investimento c’è da ragionare: se si considera un investimento in energia nucleare, laddove si può fare, ovviamente, difficilmente si può trovare qualcuno disposto a sposare l’0ipotesi che si tratti di un investimento socialmente responsabile per via dei rischi enormi cui ci si espone in ipotesi di incidenti ma certamente diventa un investimento positivo se si ragiona in alternativa all’utilizzo di combustibili fossili rispetto all’inquinamento atmosferico e alla riduzione del surriscaldamento globale.

L’alfabetizzazione finanziaria: una necessità

Dati allarmanti sugli italiani

i dati relativi alle nuove generazioni fanno riflettere parecchio: i Millennials hanno una consapevolezza di base della necessità di investire il proprio denaro ma ancora sono in una condizione di diffidenza derivante anche da una scarsa conoscenza dei mezzi finanziari relativi agli investimenti che infine rappresenta una contraddizione: “voglio investire ma non lo faccio” è il senso del loro comportamento.

Diverso l’atteggiamento della “Generazione Z” che ha una maggiore propensione all’investimento ma lamenta una scarsa educazione finanziaria e ne richiede una maggiore, chiede di essere dotata di strumenti di conoscenza maggiore rispetto ai temi legati agli investimenti in modo da poter operare scelte più consapevoli e razionali. Da qui il tema enorme dell’alfabetizzazione finanziaria che risulta essere estremamente carente nel nostro Paese.

Se guardiamo indietro di qualche mese, andando all’indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani realizzata con cadenza annuale dal Centro Einaudi e da Intesa Sanpaolo, gli esiti relativi al 2017 indicano una situazione disastrosa: un campione di 540 persone adulte sottoposte al sondaggio, ha mostrato che il 66% degli intervistati ha consapevolezza dei tassi di interesse ma il 50% non ha saputo dare risposte corrette rispetto al significato di inflazione e diversificazione del rischio sugli investimenti e la maggior parte non ha conoscenza alcuna di concetti fondamentali in tema finanziario.

Gli italiani si collocano, così, in fondo alla classifica rispetto all’istruzione e conoscenza finanziaria. Chiaro, come in tutti i casi, che una mancata conoscenza espone alla facile azione di persone senza scrupoli che fanno affidamento proprio sulla non conoscenza, per dirla con un termine antipatico ma reale, sull’ignoranza in tema finanziario per mettere in atto azioni non propriamente a favore degli investitori ma certamente a vantaggio dei proponenti.

L’alfabetizzazione finanziaria

Il sapere apre sempre, in tutti gli ambiti, a scelte più corrette, consapevoli, lungimiranti mentre l’ignoranza mette le persone in mano ad altre senza scrupoli, senza mezzi di difesa. Un’altra indagine dimostra come vi sia un legame diretto tra consapevolezza, alfabetizzazione finanziaria, conoscenza, e reddito delle persone: A parità di reddito chi ha maggiore istruzione finanziaria riesce a risparmiare di più con un conseguente migliore qualità di vita.

Nello stesso modo chi ha più conoscenza ha anche maggiore predisposizione ad investire in attività finanziarie che consentano anche condizioni fiscali agevolate e sono più attenti ai mercati. Sempre dalle stesse indagini risulta che chi ha maggiore istruzione in campo finanziario ha saputo anche costruire una base economica più solida nella vita quotidiana.

Il mondo d’oggi è un Oceano pieno di squali, di lupi alla ricerca di ingenue pecorelle, soprattutto sul Web e diventa difficile per una persona resistere alle lusinghe di facili guadagni prospettati con tante sicurezza. Si tende, ovviamente, ad affidarsi a chi si ritiene ne sappia di più ma questa sorta di sottomissione in ambito finanziario porta sicuramente ad un guadagno ma da parte del proponente, spesso non della persona che a costoro si affida; questo è il frutto dell’ignoranza finanziaria, della scarsa informazione, quindi si deve comprendere che la migliore prevenzione e di difesa dei risparmiatori, come ha argutamente dichiarato il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, è proprio l0’educazione finanziaria che non è una scelta ma una necessità per tutti i cittadini.

Chi deve provvedere all’alfabetizzazione finanziaria? Chiunque abbia l’autorità per farlo, Istituzioni, Istituti di Credito, personalità giuridiche che abbiano la conoscenza e l’imparzialità necessaria per portare le persone ad una maggiore consapevolezza ed istruzione in tema finanziario. Occorre che i cittadini abbiano la possibilità di istruirsi correttamente, chi non vorrà farlo pianga poi su se stesso, poiché se rinuncia agli strumenti di difesa non può a posteriori lamentarsi se il lupo l’ha attaccato e ferito.

By redazione Posted in Salute
galaxy fold

Galaxy Fold, ormai ci siamo quasi: esordio previsto a settembre

La bella notizia, per tutti i fan che la stavano attendendo con ansia, è arrivata: Samsung ha comunicato che il nuovo smartphone pieghevole Galaxy Fold verrà lanciato sul mercato nel mese di settembre. Il colosso asiatico ha chiaramente dovuto fare i salti mortali per poter recuperare terreno dopo il ritardo legato alle problematiche che hanno coinvolto il suo primo modello di device mobile pieghevole.

Il Galaxy Fold rappresenta l’ultima novità in fatto di smartphone, che si potrebbero definire come la vera e propria rivoluzione della seconda decade del nuovo millennio. Una rivoluzione che ha colpito anche altri settori, come ad esempio quello del gioco d’azzardo. Tutte le recensioni dei casino online per conoscere le varie caratteristiche delle sale da gioco servono proprio per scegliere la piattaforma che riesca a combinare affidabilità e un’ampia offerta di gioco.

Galaxy Fold arriva a settembre, superati i test

L’annuncio di Samsung non lascia più alcun dubbio: il Galaxy Fold rivedrà la via del mercato durante il prossimo mese di settembre. Sono stati portati a termine tutti i vari test necessari e sono state apportate anche le varie modifiche che si erano rese necessarie dal punto di vista stilistico.

In realtà, però, il problema che ha coinvolto il suo primo smartphone pieghevole, non ha affossato più di tanto Samsung: il colosso asiatico già più di una volta ha dato dimostrazione di come dalle difficoltà riesca a trovare sempre il modo per uscirne alla grande. Ad esempio, dopo il caso della batteria incendiabile relativa al Note 7, il marchio sudcoreano aveva rialzato molto bene la testa.

Adesso, l’obiettivo a cui punta Samsung è quello di fare faville nel campo degli smartphone pieghevoli, su cui si stanno rivolgendo anche tutti i più importanti competitor. E non è chiaramente un caso che il colosso sudcoreano abbia voluto dare un’accelerata al progetto di rilanciare sul mercato il Galaxy Fold, cercando di recuperare il prima possibile tutto il tempo perso.

Le modifiche apportate al Galaxy Fold

Come ha ben spiegato anche la stessa Samsung, il nuovo smartphone pieghevole Galaxy Fold è stato completamente rivisitato. La prima modifica che è stata apportata riguarda il meccanismo che va a regolare l’apertura. Infatti, si è scelto di aggiungere dei tappi, per proteggere meglio la cerniera, così come sono stati inseriti anche vari strati metallici al di sotto dell’Infinity Flex Display, in modo tale da rinforzarlo.

Tutta una serie di interventi che ha un solo obiettivo: ovvero, quello di mettere una volta per tutte a posto i vari guai che avevano costretto Samsung a sancire immediatamente il ritiro dal mercato del Galaxy Fold e anche l’annullamento di tutti quei pre-ordini che erano arrivati proprio in merito a questo nuovo dispositivo mobile. 

venezia segreta

Venezia, un viaggio alla scoperta dei luoghi più segreti

Tutti conosciamo le bellezze di Venezia, con piazza San Marco che è diventata, nel corso degli anni, l’attrazione numero uno. Eppure, ci sono tanti altri luoghi che meritano di essere scoperti e di cui bisogna proprio andare alla ricerca. Una Venezia segreta che tanti turisti non si potrebbero nemmeno immaginare di trovare.

Sono tanti i turisti che vanno a Venezia solamente per dare un’occhiata ai suoi storici casinò. Anche se, al giorno d’oggi, il gioco d’azzardo sta facendo registrare delle cifre da record grazie al comparto mobile. Ci sono tantissime piattaforme che mettono a disposizione la possibilità di provare il bingo online italiano direttamente dal proprio tablet o smartphone. E, spesso, per chi gioca e punta da mobile, ci sono dei bonus particolarmente invitanti da sfruttare.

L’unico canale sotterraneo di Venezia: da non perdere!

Uno dei luoghi che ancora troppi turisti ignorano di Venezia è sicuramente il suo unico canale sotterraneo. Si tratta di uno spettacolare “antro” a cui si può arrivare solo ed esclusivamente via acqua. Questo canale sotterraneo fa parte del Rio del Santissimo e finisce proprio al di sotto del coro della Chiesa di Santo Stefano. Quando c’è l’alta marea, occhio a mantenere la testa bassa!

Un altro meraviglioso posto sconosciuto alle masse è la casa di Bepi. Si tratta di un’abitazione localizzata esattamente sul corso più importante di Burano. Era di proprietà di Giuseppe Toselli, un venditore di caramelle, noto per essere un fan sfegatato del cinema e dei film. Proprio per questo, era solito proiettare i film nella corte di fronte alla sua meravigliosa casa dipinta con tantissimi colori.

Un’altra tappa da non perdere, ma che in pochissimi conoscono, è il famoso cenotafio dello scultore Antonio Canova, che si trova all’interno della Basilica dei Frari. Ebbene, le Tre Grazie di questo fantastico monumento stanno a rappresentare le tre virtù teologali del Cristanesimo, ovvero la Carità, la Fede e la Speranza. Un’opera da ammirare senza se e senza ma.

Le colonne rosa di Palazzo Ducale e il giardino dell’Eden

Dando un’occhiata più approfondita a Palazzo Ducale, in pochi sanno che due colonne del loggiato superiore sono di colore rosa. Le altre colonne, invece, sono tutte bianche. Secondo quanto viene raccontato dalla leggenda, pare che il Doge, durante le varie cerimonie, si sedesse proprio tra le due colonne rosa. Ed è questo il punto dove, tra gli altri eventi, venivano comunicate anche le sentenze correlate alla pena di morte. Ed il rosa starebbe proprio a significare il sangue delle persone che venivano condannate.

Il giardino dell’Eden a Venezia? Esiste sul serio e si trova proprio dietro rispetto alla prigione della Giudecca. Sono tantissime le leggende che si riferiscono a questo luogo, che prende il nome, a quanto sembra, dal suo primo proprietario, ovvero Frederic Eden, ex primo ministro del Regno Unito.