Sensazione costante di freddo: perché?

Perché ho sempre freddo?

La sensibilità al freddo è estremamente soggettiva: ci sono tante persone che sembrerebbero imparentate con gli orsi bianchi, non c’è temperatura bassa che li infastidisca minimamente, in genere, al contrario, costoro patiscono parecchio il caldo mentre altre persone si trovano a proprio agio nel caldo torrido estivo mentre d’inverno non riescono a scaldarsi. Le variazioni soggettive di sensibilità al freddo sono assolutamente normali ma quando l’intolleranza diviene particolarmente severa, probabilmente alla base vi sono problemi di salute e conviene rivolgersi al medico per un’adeguata indagine sulle cause.

Certo vi sono delle condizioni in cui si è occasionalmente intolleranti al freddo come nel caso di febbre o di una significativa esposizione a basse temperature ma la cosa diviene anomale nel momento in cui si sente freddo anche quando gli altri che ti circondano non lo avvertono affatto. In questa situazione spesso si avvertono anche altri sintomi tra cui:

  • Colore violaceo a mani, piedi, labbra, naso
  • Tremore
  • Pelle d’oca
  • formicolii alle estremità

Se oltre alla sensazione di freddo noto anche uno o più del segni citati, conviene rivolgersi al medico per capire cosa ti differenzia così dagli altri rispetto alla sensazione di freddo.

Le cause dell’intolleranza al freddo

Talvolta la maggiore sensibilità al freddo è soltanto dovuta alla magrezza, alla mancanza di tessuto che isola l’organismo dall’ambiente esterno e in questo non c’è nulla di patologico, basta coprirsi un po’ di più ma una situazione frequente e banale dell’ipersensibilità al freddo è uno stato di anemia e trae la motivazione da un ridotto apporto di ossigeno circolante.

L’ossigeno è una fonte notevole di energia, si comprende come una sua carenza porti ad un calo dell’energia prodotta dall’organismo, quindi una maggiore sensibilità al freddo. Ci sono molte diverse forme di anemia, tutte comunque identificabili attraverso un banale esame del sangue, che il medico ti potrà prescrivere analizzando poi gli esiti.

Il corpo tre energia dall’alimentazione soprattutto, quindi un’alimentazione insufficiente sotto l’aspetto dell’apporto calorico può esporre ad una aumentata sensibilità al freddo.

Il consiglio su questo punto è banale: mangia di più, introduci più calorie che non significa riempire all’inverosimile lo stomaco: se non te la senti di mangiare maggiori quantità, agisci sulle calorie degli alimenti, assumi cibi più calorici.

A proposito di calorie, gli alcoolici ne apportano molte ma hanno anche il difetto di dilatare i vasi sanguigni periferici, dado un’immediata sensazione di calore ma poi aumentandone la dispersione, raffreddando il corpo. Non sono, quindi, la scelta migliore per combattere il freddo.

Malattie muscolari o semplicemente un deperimento,m u8n calo eccessivo della massa muscolare, provoca la maggiore sensibilità al freddo in quanto i muscoli generano calore; questo è uno dei motivi per cui soprattutto le persone anziane che hanno una diminuita massa muscolare sono maggiormente sensibili al freddo.

All’interno del cervello c’è una struttura chiamata  ipotalamo che ha una funzione importante nella regolazione della temperatura corporea ma attraverso gli ormoni che produce regola anche il senso di fame, sete, sonno, il battito cardiaco, lo stimolo sessuale, evidentemente un’alterazione del suo funzionamento produce anomalia anche nella sensibilità alle temperature.

La stessa struttura agisce anche sull’ipofisi, una piccola ghiandola fondamentale nel sistema endocrino, che in seguito agli stimoli dall’ipotalamo comanda anche la Tiroide il cui alterato funzionamento influisce notevolmente sulla sensazione di caldo e di freddo.

Vi sono anche altre numerose cause che provocano un’alterata percezione della temperatura, cause anche vascolari che il medico potrà prendere in considerazione, nel caso ma in generale bisogna dire che una persona defedata, indebolita certamente avrà una maggiore sensibilità al freddo, in questi casi ovviamente bisogna agire sul rafforzamento della persona anche agendo sulle cause che l’hanno portata a quella situazione.

By redazione Posted in Salute

Investire in Costa d’Avorio?

Un paese emergente dove investire?

Oggi è di grande attualità il tema dell’opportunità di agire nel porre un argine al fenomeno dei migranti dall’Africa provvedendo ad aiutare le popolazioni nelle loro Patrie in modo che l’attrattiva dell’occidente sia inferiore e che le persone possano trovare un futuro dignitoso in casa propria invece di andare a creare difficoltà e squilibri nei Paesi Europei.

L’azione forte degli Stati Europei, però, possono essere affiancati da interventi di investitori privati che hanno la funzione di aiutare le economie locali, creare sviluppo e nello stesso tempo creare rendimenti per gli investitori Ci decide di investire, tuttavia non può farlo per beneficenza o spirito umanitario ma per propria convenienza, quindi l’interrogativi da porsi è se un investimento in questi Paesi può essere veramente interessante e remunerativo.

Parliamo in particolare della Costa d’Avorio, un Paese dal quale arriva una minoranza dei migranti che sbarcano sulle nostre coste ma pur sempre una significativa quantità di persone. C’è, intanto, da dire che in Costa d’Avorio non esiste uno stato di conflitto né esistono persecuzioni verso minoranze e l’economia nazionale è in ampio sviluppo, per cui i migranti che giungono dalla Costa d’Avorio difficilmente può essere considerato rifugiato, profugo nel senso autentico del termine ma devono essere considerati migranti economici e in quanto tali senza diritto di permanenza nel nostro Paese.

Conosciamo la Costa d’Avorio

La Costa d’Avorio è una nazione africana posta al di sotto del Marocco che ha forti ambizioni: il suo Pil negli ultimi tre anni è cresciuto al 7,9 e 8,5%, un risultato di sviluppo notevole che fa invidia alle Nazioni più sviluppate del mondo, ancora superiore al Pil cinese ed indiano che pure sono tra i maggiori al mondo. La Costa d’Avorio sembra, quindi, aver intrapreso un percorso positivo di ampio sviluppo con un tasso di inflazione in netta riduzione, intorno all’1%, dopo lunghi anni in cui uno sviluppo scarso e un’inflazione eccessiva ha minato le condizioni di vita dei suoi abitanti.

Lo stato di povertà dei suoi 23 milioni di abitanti è ancora notevole, attestandosi intorno al 50% ma le politiche espansionistiche messe in atto dal suo Presidente Quattara punta ad un deciso sviluppo del Paese attraverso un programma di investimenti sostanzioso, pari a oltre 45 miliardi di Euro neri prossimi tre anni. Priorità dell’intervento è lo sviluppo delle infrastrutture, portando luce acqua e servizi alla popolazione e costruendo autostrade per migliorare i trasporti, un settore cruciale nello sviluppo delle Nazioni.

Una parte importante dell’investimento è dedicata all’istruzione, tenendo conto che il 60% degli Ivoriani ha età inferiore ai 35 anni, migliorando l’addestramento per fornire manodopera più qualificata alle imprese che desiderano installarsi in Costa d’Avorio. In riferimento ad investimenti stranieri in Costa d’Avorio, il Governo ha istituito enti preposti a supportare gli investitori che desiderano operare in costa d’Avorio.

Il programma di istruzione ed addestramento della popolazione è un vantaggio per gli investitori che possono reperire sul posto lavoratori qualificati e a basso costo, tenendo conto dei redditi parecchio ridotti esistenti nel Paese. Attualmente l’economia ivoriana si fonda sull’esportazione di prodotti agricoli, in primis cacao e caffè ma anche banane, ananas e atri prodotti richiesti sul mercato Europeo e mondiale ma vi sono ampi spazi di sviluppo di Business un po’ in tutti i campi. Quello che è un aspetto negativo è l’alto livello di corruzione nel Paese con cui un investitore deve comunque fare i conti.

In buona sostanza, u8ninvestimento in Costa d’Avorio può essere parecchio interessate e anche remunerativo ma occorre considerare che ci si riferisce ad un Paese africano in cui sussiste un’apparente stabilità politica ma che come la quasi totalità dei Paesi Africani, sotto la cenere cova la brace e le instabilità possono esplodere in maniera inaspettata da un momento all’altro, anche in modo violento e questo consiglia comunque una certa prudenza.

Salvare foto su Google: Come Fare

Come salvare le tue foto

Pensare ad una vita senza Smartphone è ormai impossibile, per molti questi apparecchi sono diventati parte integrante della propria vita anche sostituendo i Computer, tante sono le possibilità che offrono, specialmente per le persone che usavano il PC giusto per i Videogames o poco di più.

Con il tuo Smartphone puoi chattare istantaneamente con chi vuoi, condividere stati d’animo, pensieri, avvenimenti con i tuoi amici su Facebook e sugli altri Social e gli Smartphone hanno anche soppiantato le fotocamere e le videocamere, dotati di sistemi ottici potentissimi e software di gestione delle immagini che permettono di ottenere effetti particolari a piacimento; insomma, ormai con l’avanzamento tecnologico con in mano il tuo Smartphone manca solo che tu possa fare anche il caffè ma forse si arriverà anche a questo.

La maggior parte di chi acquista uno Smartphone lo fa scegliendo anche e soprattutto in base alle prestazioni del comparto fotografico perché soltanto comunicare con le parole non basta più: condividere foto e video è diventato un aspetto quasi indispensabile nella vita quotidiana e lo si nota dalla larghissima diffusione di Instagram, il Social specifico per la condivisione di foto e video. Se desideri salvare le tue foto su Google, lo puoi fare in maniera semplice. Il vantaggio è che le tue foto saranno salvate sul Cloud e con questo hai certamente una maggiore sicurezza di non perderle e anche rispetto alla privacy, nessuno potrà vedere le tue foto se entra in possesso del tuo Smartphone.

Come salvare le foto su Google

Si chiama Google Foto l’applicazione che ti permette di salvare le tue foto su Google ed è questa applicazione che devi scaricare preliminarmente per ottenere ciò che stai cercando. L’applicazione è disponibile sia per Android che per iOS e la procedura è identica per entrambi i sistemi operativi.

Questa applicazione realizza un processo di Backup e sincronizzazione e le foto che scatterai saranno automaticamente salvate sul Cloud di Google Foto. Hai anche la possibilità di salvare o tuoi contenuti fotografici su Google Foto anche attraverso il Web e nelle righe che seguono avrai le indicazioni per entrambe le soluzioni.

Come salvare foto tramite lo Smartphone

In genere l’applicazione  Google Foto è già residente negli Smartphone Android mentre è scaricabile gratuitamente per quelli con iOS, per cui l’atto preliminare è avere disponibile tale applicazione. Devi quindi avviare l’applicazione e procedere con il Login che puoi fare con il tuo Account Google e continuare acconsentendo all’applicazione l’accesso alla tua galleria di foto, senza la quale autorizzazione non sarà possibile caricare le foto online.

Solo con questa semplicissima azione dovrebbe già attivarsi la sincronizzazione ma se questo non avviene automaticamente, lo dovrai fare manualmente. Per farlo devi accedere al Menù selezionando l’apposito pulsante in alto a sinistra, poi selezionale l’icona dell’ingranaggio che su Android corrisponde a “Impostazioni”.

Cerca la voce “Backup e sincronizzazione” a fianco della quale, una volta selezionata, noterai una levetta che dovrebbe essere posizionata su “ON” ma se così non è, agisci spostandola da OFF a ON. Tutto è fatto, le tue foto saranno memorizzate automaticamente sul Cloud senza nessun’altra azione da parte tua.

Come salvare le foto tramite il Web

Apri senza esitazione il tuo Browser, ad esempio Google Chrome e richiama il sito www.photos.google.com; all’apertura della pagina premi il pulsante “Vai a Google Foto” e provvedi al Login con il tuo Account . Entrato quindi nel servizio, potrai caricare le tue foto sul Cloud semplicemente attraverso il pulsante “Carica” che si trova in alto a destra e si realizzerà l’upload delle tue foto che saranno visibili anche sul tuo Smartphone dal quale avrai operato la procedura di attivazione con il  medesimo Account Google.

Case troppo secche o troppo umide: che fare

Effetti negativi per la salute

Sono state svolte indagini sulle case degli Europei e i risultati per gli italiani non sono molto buoni: oltre 17 milioni di italiani vivono in case il cui clima interno, relativamente alla quantità di umidità, non è buono, salutare. In molti ritengono che l’umidità nelle case sia un elemento negativo ed è esattamente così: vivere in un ambiente eccessivamente umido nuoce alla salute ma altrettanto non è salutare vivere in un ambiente troppo secco.

Oltre ai danni per la salute, certamente l’aspetto più importante, un clima troppo secco o troppo umido non è positivo nemmeno per la casa stessa. Rispetto alla salute, vivere in una casa troppo secca comporta una eccessiva secchezza della gola, del naso, della bocca e questo comporta l’insorgenza di uno stato infiammatorio che apre la strada anche ad infezioni virali e batteriche che non si limitano poi alle prima vie aeree diffondendosi in una significativa percentuale di casi anche al resto dell’apparato respiratorio, Anche la pelle patisce in un ambiente troppo secco

Peraltro un ambiente eccessivamente umido favorisce lo sviluppo di muffe che incidono anche severamente sulla salute: molte muffe sono gravemente nocive soprattutto per l’apparato respiratorio, generando malattie anche potenzialmente pericolose per la persona.

La secchezza o l’umidità dell’aria è anche fortemente influenzata dal clima esterno alla casa: l’0aria estiva, per precise leggi fisiche, essendo calda ha capacità di contenere più vapore acqueo per metro quadro rispetto all’aria fredda in cui la saturazione si raggiunge con quantità inferiori di vapore acqueo.

D’inverno, inoltre, il riscaldamento nelle case rende l’aria ancora più secca e questo non va nemmeno bene per la salute ma può anche influire negativamente , ad esempio, sui mobili in legno che può asciugarsi eccessivamente e fessurarsi, deteriorarsi.

Cosa fare per un livello adeguato di umidità

L’Italia, nella classifica che deriva dall’indagine cui abbiamo accennato, è seconda nella classifica Europea, subito dietro alla Spagna, per il livello inadeguato dell’umidità nelle case ma per segno opposto: la Spagna, infatti, presenta livelli inadeguati per l’eccessiva secchezza delle case, in Italia siamo all’opposto, troppo umide e questo pone l’interrogativo circa ciò che è possibile fare per riportare il microclima delle nostre case entro limiti adeguati, soprattutto a tutele di chi vi abita.

In caso di eccesso di umidità che si può considerare per livelli superiori al 60% che potrai misurare con un banale igrometro, uno strumento semplice e a basso costo, il consiglio migliore è di provvedere a ricambiare l’aria ambientale aprendo le finestre più volte al giorno per periodi di un quarto d’ora per volta.

Posizionare sparse per la casa ciotole di sale aiuta a ridurre l’umidità ma se questo non è ancora sufficiente, in commercio esistono deumidificatori elettrici capaci di ridurre anche drasticamente l’umidità ambientale. Ovviamente da evitare di far asciugare i panni in casa ed evitare il più possibile la diffusione di vapori in casa, con un ampio utilizzo della cappa aspirante, ad esempio.

Cosa fare se l’aria di casa è troppo secca

Per evitare che l’aria ambientale sia troppo secca, i metodi sono semplici: basta asciugare i panni in casa o lasciare la porta del bagno aperta: nel bagno si sviluppano sempre più vapori che negli altri ambienti e questi si diffonderanno nell’ambiente. Anche la presenza di piante nell’ambiente domestico aiuta ad incrementare l’umidità. Durante il periodo di accensione dei termosifoni è buona norma posizionare a contatto con i termosifoni degli umidificatori di coccio ma per dare un impulso maggiore al contrasto all’aria secca si possono attivare degli umidificatori elettrici, parecchio efficaci per la risoluzione del problema. In ogni caso è bene prevedere in casa delle prese di aerazione che si dimostrano adeguate in ogni caso per un ambiente sano.

Investimenti Socialmente responsabili: convengono?

Cosa sono gli Investimenti socialmente responsabili

Parliamo oggi di un modo particolare di investire i propri soldi e parliamo di modo e non di strumenti di investimento perché si tratta di una filosofia in cui l’investimento realizzato vede prevalere valori etici e morali nell’investimento realizzato.

Il sistema capitalistico prevede troppo spesso la considerazione dell’interesse personale quale prevalente su tutto il resto e questa filosofia di capitalismo spinto porta al cinismo e talvolta anche a calpestare gli altri pur di ottenere vantaggi di carattere economico; questo lo vediamo nelle aziende che delocalizzano dall’Italia in altri Paesi fiscalmente convenienti, laddove anche il costo del lavoro è inferiore, senza preoccuparsi delle famiglie di connazionali, i propri lavoratori lasciati senza reddito, con problemi enormi da superare, le rate del mutuo, la vita quotidiana della famiglia, le esigenze legittime dei figli, tutto per aumentare la propria ricchezza.

Dalla filosofia degli investimenti socialmente responsabili nascono nuovi termini quali “finanza etica” e “finanza sostenibile” a cui si affianca anche il concetto di “Banca etica” che stanno ad indicare un modo di fare finanza con obiettivi di investimento diversi dal mero profitto personale.

Alcuni esempi di investimento “etico” sono quelli che vedono gli investitori evitare di impegnare i propri capitali su aziende del tabacco, dell’alcool, dei giochi d’azzardo, della produzione di alimenti OGM per dirottare, invece, i propri investimenti in attività contro il riscaldamento globale, a favore di produzione di energia da fonti rinnovabili e in aziende che aborrano lo sfruttamento dei lavoratori e perseguono, invece, il contrasto alle disuguaglianze sociali.

Questo tipo di investimenti è ancora limitato, negli Stati Uniti si stima che solo un dollaro su sei viene investito in prodotti finanziari socialmente responsabili, ma è in progresso.

Pro e contro degli investimenti socialmente responsabili

Non c’è dubbio che questo tipo di investimenti abbia insita anche una componente emotiva: le persone che sono socialmente impegnate, che sentono in se il valore della tutela dell’ambiente, della redistribuzione del reddito, di una maggiore omogeneità sociale, sentiranno più “proprio” l’investimento realizzato con strumenti di Finanza sostenibile e oltre alla soddisfazione di avere la consapevolezza di aver fatto qualcosa che ha un valore sociale, avrà anche il vantaggio economico derivante dall’investimento realizzato: dormirà certo sonni sereni, pienamente soddisfatto, economicamente e moralmente.

Il senso di “Robin Hood” alberga nell’animo di chi opera investimenti socialmente utili; in pratica attraverso il proprio investimento, la persona va a penalizzare le aziende che operano in maniera poco etica, premiando, invece, quelle ritenute Buone sotto questo aspetto. Nella maggior parte dei casi nella prima categoria vengono ricomprese grandi multinazionali che puntano al profitto puro a qualsiasi costo mentre con l’investimento etico si vanno a premiare Business mano potenti, “poveri” che pure consentono a chi investe buoni rendimenti. Un’indagine della Nielsen mette in luce una propensione dei ¾ dei Millennials a pagare anche di più per beni e servizi socialmente responsabili. Questo porta ad un incremento anche tendenziale di questo tipo di investimento.

Tra i contro di questo tipo di investimento ci sono i costi maggiori, per via della maggiore ricerca necessaria e tutti sappiamo come i costi siano  nemici dell’investimento, erodendo i rendimenti ma anche nella diversificazione ci sono problemi: è facile riuscire a diversificare in un mercato molto ampio, più complicato farlo in un mercato ristretto come è ancora quello cui ci riferiamo. Anche sulla soggettività della sostenibilità dell’investimento c’è da ragionare: se si considera un investimento in energia nucleare, laddove si può fare, ovviamente, difficilmente si può trovare qualcuno disposto a sposare l’0ipotesi che si tratti di un investimento socialmente responsabile per via dei rischi enormi cui ci si espone in ipotesi di incidenti ma certamente diventa un investimento positivo se si ragiona in alternativa all’utilizzo di combustibili fossili rispetto all’inquinamento atmosferico e alla riduzione del surriscaldamento globale.

L’alfabetizzazione finanziaria: una necessità

Dati allarmanti sugli italiani

i dati relativi alle nuove generazioni fanno riflettere parecchio: i Millennials hanno una consapevolezza di base della necessità di investire il proprio denaro ma ancora sono in una condizione di diffidenza derivante anche da una scarsa conoscenza dei mezzi finanziari relativi agli investimenti che infine rappresenta una contraddizione: “voglio investire ma non lo faccio” è il senso del loro comportamento.

Diverso l’atteggiamento della “Generazione Z” che ha una maggiore propensione all’investimento ma lamenta una scarsa educazione finanziaria e ne richiede una maggiore, chiede di essere dotata di strumenti di conoscenza maggiore rispetto ai temi legati agli investimenti in modo da poter operare scelte più consapevoli e razionali. Da qui il tema enorme dell’alfabetizzazione finanziaria che risulta essere estremamente carente nel nostro Paese.

Se guardiamo indietro di qualche mese, andando all’indagine sul risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani realizzata con cadenza annuale dal Centro Einaudi e da Intesa Sanpaolo, gli esiti relativi al 2017 indicano una situazione disastrosa: un campione di 540 persone adulte sottoposte al sondaggio, ha mostrato che il 66% degli intervistati ha consapevolezza dei tassi di interesse ma il 50% non ha saputo dare risposte corrette rispetto al significato di inflazione e diversificazione del rischio sugli investimenti e la maggior parte non ha conoscenza alcuna di concetti fondamentali in tema finanziario.

Gli italiani si collocano, così, in fondo alla classifica rispetto all’istruzione e conoscenza finanziaria. Chiaro, come in tutti i casi, che una mancata conoscenza espone alla facile azione di persone senza scrupoli che fanno affidamento proprio sulla non conoscenza, per dirla con un termine antipatico ma reale, sull’ignoranza in tema finanziario per mettere in atto azioni non propriamente a favore degli investitori ma certamente a vantaggio dei proponenti.

L’alfabetizzazione finanziaria

Il sapere apre sempre, in tutti gli ambiti, a scelte più corrette, consapevoli, lungimiranti mentre l’ignoranza mette le persone in mano ad altre senza scrupoli, senza mezzi di difesa. Un’altra indagine dimostra come vi sia un legame diretto tra consapevolezza, alfabetizzazione finanziaria, conoscenza, e reddito delle persone: A parità di reddito chi ha maggiore istruzione finanziaria riesce a risparmiare di più con un conseguente migliore qualità di vita.

Nello stesso modo chi ha più conoscenza ha anche maggiore predisposizione ad investire in attività finanziarie che consentano anche condizioni fiscali agevolate e sono più attenti ai mercati. Sempre dalle stesse indagini risulta che chi ha maggiore istruzione in campo finanziario ha saputo anche costruire una base economica più solida nella vita quotidiana.

Il mondo d’oggi è un Oceano pieno di squali, di lupi alla ricerca di ingenue pecorelle, soprattutto sul Web e diventa difficile per una persona resistere alle lusinghe di facili guadagni prospettati con tante sicurezza. Si tende, ovviamente, ad affidarsi a chi si ritiene ne sappia di più ma questa sorta di sottomissione in ambito finanziario porta sicuramente ad un guadagno ma da parte del proponente, spesso non della persona che a costoro si affida; questo è il frutto dell’ignoranza finanziaria, della scarsa informazione, quindi si deve comprendere che la migliore prevenzione e di difesa dei risparmiatori, come ha argutamente dichiarato il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, è proprio l0’educazione finanziaria che non è una scelta ma una necessità per tutti i cittadini.

Chi deve provvedere all’alfabetizzazione finanziaria? Chiunque abbia l’autorità per farlo, Istituzioni, Istituti di Credito, personalità giuridiche che abbiano la conoscenza e l’imparzialità necessaria per portare le persone ad una maggiore consapevolezza ed istruzione in tema finanziario. Occorre che i cittadini abbiano la possibilità di istruirsi correttamente, chi non vorrà farlo pianga poi su se stesso, poiché se rinuncia agli strumenti di difesa non può a posteriori lamentarsi se il lupo l’ha attaccato e ferito.

By redazione Posted in Salute